• Corsi d’inglese pagati ma ‘sospesi’ per duemila studenti

    • 05/03/2015

    ‘Scuole d’inglese chiuse, il Grande Inganno’. Si sono dati appuntamento su Facebook, poi su Twitter, i duemila studenti che, in sette sedi della Education Srl, che utilizzava il marchio Direct English, si sono ritrovati di fronte al cartello: “Gentile studente, siamo costretti a comunicarti la momentanea sospensione dei corsi” fino a diversa comunicazione. Dai post ai ‘tweet’ gli “studenti abbandonati di mezza Italia” si sono rivolti alle associazioni dei consumatori e si sono riuniti oggi a Roma nella sede di Konsumer per “decidere il da farsi”. Gli studenti hanno infatti sborsato, denuncia Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer, “cifre che vanno dai 1200 ai 4800 euro, pagando con finanziamenti o anticipatamente”.

    Interpellata dall’Adnkronos, una delle principali finanziarie erogatrici del credito, Intesa Sanpaolo Personal Finance, precisa che, ricevute le prime segnalazioni, ha disposto la sospensione temporanea dei pagamenti delle rate dei finanziamenti per tutti i clienti che hanno fruito in parte o non hanno fruito dei corsi, in attesa delle successive evoluzioni”. Peraltro, spiegano, “laddove non dovesse essere garantita la possibilità di fruire dei corsi prescelti (ad esempio, in mancanza di una società subentrante di gradimento dal cliente), la nostra società si renderà disponibile a esaminare le singole posizioni dei clienti, provvedendo ad annullare, ove ne ricorrano i necessari presupposti i finanziamenti erogati con il conseguente rimborso di quanto versato dal cliente”.

    “Speriamo sia così” commenta l’avvocato Fabrizio Allegrezza, noi comunque andiamo avanti con “la diffida e messa in mora, non si sa mai”. Sono quasi duemila i ragazzi, coinvolti nella vicenda in tutta Italia, oltre a un centinaio di insegnanti, spiega il Presidente di Konsumer con la sospensione dei “servizi in sette scuole, quelle di Brescia, Crema, Mestre, Roma Prati e Tuscolano, Treviso e Verona” che hanno operato fino a qualche giorno fa, “utilizzando il marchio Direct English, e che fanno capo alla Education Srl”. “Stiamo verificando la posizione delle varie società coinvolte” spiega l’avvocato Allegrezza. “Parte gravemente lesa” si dichiara anche la Direct English. La H1 Srl, società licenziataria per l’Italia dei diritti sul marchio Direct English con una nota dichiara che “sta agendo nelle sedi competenti per la tutela dei propri diritti ed interessi”.

    “La situazione che si è venuta a creare, infatti, danneggia evidentemente” la nostra “reputazione e l’immagine”, spiegano nella nota, precisando che i loro tre centri di Parma, Pavia e Reggio Emilia operano regolarmente e non sono in alcun modo coinvolti nella vicenda. Storie di ordinaria ‘follia’ quelle degli studenti che si sono trovati di fronte a un cartello, attaccato con pezzi di scotch alla porta della loro scuola. “Neanche una mail ci hanno mandato, mi sono accorto da internet – spiega Alberto, 36 anni, che ha in gestione l’account Twitter relativo – che eravamo in tanti. Da metà settembre del 2014 a giugno 2015 ho pagato 1300 euro, ma il mio corso d’inglese è finito presto”.

    Potrebbe essere più ‘fortunata’, invece, la sua coetanea Silvia che, racconta, “nel maggio del 2014 si è iscritta alla Wall Street, poi mi hanno passato alla Education Srl, che usava il marchio Direct English, pagando con una finanziaria una rata di 125 euro mensili per 14 mesi”. Ci hanno dato rassicurazioni dal Wall Street Institute, spiega all’Adnkronos il presidente Premuti, “che chi ha iniziato con loro e poi ha avuto il passaggio, potrà continuare da loro. Aspettiamo una conferma formale”. “Mi sono vergognata tanto con gli studenti, non sapevo che dire” chiosal’insegnante madrelingua Laureen. “Ora non solo non ho più un lavoro, ma anche problemi economici visto che non mi pagano lo stipendio da dicembre”.

    Chiara Moretti

    Fonte: Adnkronos

     

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  • Scandalo nomine Università: annullata l’Abilitazione Scientifica Nazionale

    • 05/03/2015

    Konsumer Italia aveva ragione: il Consiglio di Stato annulla tutta la procedura di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) per il settore di diritto privato, relativa all’anno 2012! Una bomba giudiziaria esplosa ieri, chiudendo le porte ad ogni interpretazione, dopo esposti, denunzie e proclami pubblici; dopo che la stessa ASN per il settore di diritto privato 2013 veniva annullata mesi or sono; dopo che un provvedimento amministrativo decideva, in preda ad un momento di schizofrenia legislativa, di far rivalutare per l’anno 2012 solo coloro i quali avessero presentato un ricorso al TAR per non essere stati considerati abilitati. Si ricomincia daccapo, come Konsumer Italia sta chiedendo da mesi. Precisamente dal 23 luglio scorso, quando è stato recapitato un plico presso la nostra sede nazionale, con una relazione e decine di pagine di documenti che evidenziavano gravi irregolarità nella gestione della procedura relativa al concorso per Professore Associato e/o Ordinario per il settore scientifico disciplinare “diritto privato 12/A1”. Dopo aver consegnato la documentazione al Ministro Giannini e fatto unesposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, abbiamo combattuto una battaglia mediatica per scardinare un sistema di reclutamento minato alla base. Nei mesi scorsi, quotidianamente sono pervenute a Konsumer Italia numerosissime sentenze di accoglimento di ricorsi al TAR contro i giudizi di inidoneità, che definivano “fondata, con valore assorbente sul resto, la censura che riguarda la formazione della Commissione giudicatrice mediante il membro straniero, non dotato di qualificazione adeguata al settore relativo al diritto privato – 12\A1”. Ricordiamo che il TAR aveva dichiarato che il Commissario di nomina ministeriale “Sig. Josè Miguel Embid non poteva far parte della Commissione” in quanto “Professore di diritto mercantile (commerciale, quindi appartenente al macrosettore 12/B), dunque di materia non solo estranea al settore concorsuale in esame 12/A1 “diritto privato”, ma anche al macrosettore 12/A “diritto privato”. «Ora sarebbe facile affermare che questa decisione sia stata presa per motivi meramente formali – commenta Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia – o che i docenti già abilitati abbiano subito un danno gravissimo, ma non si può e non si deve nascondere l’ingiustizia subita da tutti quegli studiosi, ricercatori e professori esclusi dall’abilitazione pur possedendo tutti i requisiti di merito e i quantitativi richiesti. È il momento che il Governo intervenga, che lo Stato faccia sentire la sua voce a tutela dei singoli e del sistema universitario intero, senza sempre dover aspettare l’intervento di questo o quel giudice, bensì rendendosi conto che il sistema ASN così come realizzato è un sistema sbagliato che non ha raggiunto il suo obiettivo. Konsumer Italia continuerà a seguire la vicenda battendosi al fianco di chi ha subito un danno pesante ed irreparabile da tutta questa farsa».

    Andrea Scandura

     

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  • Chiusura Direct English: domani Konsumer incontra gli studenti

    • 02/03/2015

    Un’altra delusione ai danni di studenti che hanno scelto di rivolgersi ad una scuola privata per migliorare il proprio inglese. Settimana scorsa, migliaia di giovani e meno giovani hanno trovato le serrande della Direct English abbassate, con affisso un pezzo di carta in cui ci si scusa per “la momentanea interruzione del normale svolgimento dei corsi presso la scuola. Tale sospensione è dovuta alla sopravvenuta necessità di provvedere ad una ristrutturazione interna aziendale perciò, in attesa di tale risoluzione, le attività didattiche sono provvisoriamente sospese […]”. Konsumer Italia ha ricevuto segnalazioni di allievi (sono circa 2mila in tutta Italia) e insegnanti (un centinaio), da Roma (900 allievi iscritti solo nella capitale) a Mestre, a Treviso, a Verona (7 i centri, in totale) che denunciano di sentirsi vittime di un raggiro: non solo non hanno ricevuto alcun preavviso, ma in alcune località (come a Treviso) già lo scorso gennaio c’era stata una sospensione delle lezioni, adducendo come motivo la riorganizzazione aziendale. Dopo aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica, affinché siano chiarite le responsabilità, se ce ne fossero anche penali, che si ipotizzano e che vanno dalla truffa alla bancarotta fraudolenta. E’ importante segnalare che l’Amministratore unico Vincenzo Infantino, della Education Srl, società responsabile delle scuole, nel corso di una lunga telefonata con il nostro Presidente, si dice pronto a collaborare per una soluzione del problema. Al contempo, Konsumer Italia annuncia che non lascerà nulla di intentato per trovare una forma che permetta l’erogazione del servizio e invita tutti gli allievi, che stanno pagando circa 1.500 euro (se non di più per corsi multipli), spesso contraendo un finanziamento con una banca, e gli insegnanti che sono rimasti senza lavoro, a recarsi presso le nostre sedi o a contattarci alla mail info@konsumer.it. «È ora di dire basta allo sfruttamento della cultura – dichiara Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia ? queste “scuole” devono avere criteri di autorizzazione più stringenti, il Ministero della Pubblica Istruzione non può essere sempre l’assente di turno: è il secondo caso in pochi mesi, dopo la nostra denuncia dei soggiorni studio “fantasma” all’estero. Controlli sulla didattica, forme di tutela che assicurino il risarcimento del danno nei casi come questo, individuazione dei responsabili sono indispensabili; basta con il sistema delle scatole cinesi». Al momento stiamo cercando di capire le relazioni, se esistono, tra Direct English, Education Srl, e Wall Street. Konsumer Italia ha fissato l’incontro con tutte le vittime del presunto raggiro domani (martedì 3 marzo) dalle ore 16, presso la sede nazionale di via di Vigna Fabbri, 5 (Roma). Per partecipare, inviate una mail ad info@konsumer.it, indicando il vostro recapito telefonico; venite muniti di un documento, dei contratti sottoscritti con la scuola e di quelli afferenti ai finanziamenti (se sottoscritti), delle ricevute di pagamento e di ogni altro elemento utile a dimostrare l’eventuale credito.

    Andrea Scandura

     

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  • Direct English – Corsi di inglese con la sorpresa (amara)

    • 27/02/2015

    Di nuovo contro i giovani, di nuovo contro chi, pagando a caro prezzo, cerca di elevare la propria cultura e di aprirsi uno spiraglio lavorativo all’estero. Questo accade a centinaia, forse migliaia di studenti che dopo aver iniziato un corso di inglese, pagando circa 1500 euro e molti più per corsi multipli, spesso contraendo un finanziamento con una banca, da 3 giorni trovano le porte delle aule sbarrate con un cartello affisso che indica la chiusura a tempo indeterminato in molte località Italiane, tra cui Roma e Mestre.

    Un vero e proprio imbroglio da cui sembra esserne estranea la casa madre, Direct English, ma che ha responsabili facilmente individuabili. Molti gli studenti che si sono rivolti ai nostri sportelli, ed al momento nessuna responsabilità può essere esclusa, neanche quella della Banca che ha concesso i finanziamenti. Konsumer Italia invita gli studenti vittime dell’imbroglio a continuare a recarsi presso le nostre sedi od a contattarci utilizzando la mail info@konsumer.it da cui potremo indirizzarli alla sede più vicina. Presenteremo oggi stesso un esposto alla Procura della Repubblica affinchè siano chiarite le responsabilità, anche penali, che si ipotizzano e che vanno dalla truffa alla bancarotta fraudolenta.
    Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia “E’ ora di dire basta allo sfruttamento della cultura, queste “scuole” devono avere autorizzazioni e criteri di autorizzazione più stringenti ed a cui il ministero della Pubblica Istruzione non deve essere l’assente di turno, non siamo davanti alla vendita di un etto di ricotta, ma davanti alla somministrazione di lezioni in cui si vanta la possibilità di trasmette una conoscenza. Centri di istruzione e formazione privati devono essere controllati sia da un punto di vista didattico, sia da quello economico e si devono creare forme di tutela che assicurino il risarcimento del danno nei casi in cui falliscano o, peggio ancora, come in questo caso evaporino.”

     

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  • Asili nido, Roma: il Tar annulla gli aumenti

    • 04/02/2015

    Alla fine hanno vinto i “passeggini”. Il Tar del Lazio, dopo la sospensione di ottobre, ha definitivamente annullato gli aumenti delle tariffe degli asili nido capitolini per l’ anno 2014-2015, dando così ragione alle tante famiglie romane che avevano protestato in Campidoglio “armate” di passeggini per dire no agli aumenti fino al 15% delle rette. 

    Tra i principali punti di opposizione il fatto che le modifiche alle tariffe erano state inserite nel bilancio di previsione 2014, approvato il 1 agosto, quindi ad iscrizioni già avvenute. La delibera dell’Assemblea capitolina, infatti, eliminava l’esenzione per il terzo figlio e ritoccava le rette (con rincari compresi tra il 7% per le fasce ISEE più basse e il 15% per i redditi più alti) dopo che le famiglie avevano già completato le iscrizioni al nido (entro fine giugno): per questo motivo il giudice ne aveva sospeso gli effetti fino alla discussione del ricorso, avvenuta pochi giorni fa.

    Per il Tar, “deve ritenersi l’illegittimità della delibera – si legge nella sentenza – con cui, una volta perfezionatosi il procedimento di iscrizione agli asili nido comunali, vengono introdotte modifiche tariffarie più gravose per gli utenti i quali, al momento del perfezionamento dell’iscrizione, hanno fatto affidamento sull’applicazione delle tariffe vigenti all’epoca conosciute e conoscibili”. Secondo i giudici amministrativi, poi, la revisione delle tariffe nella parte in cui le stesse vengono disposte anche per l’Anno educativo 2014-2015, “si traduce in una lesione dell’affidamento legittimamente riposto dai ricorrenti nella permanenza degli unici costi conosciuti e conoscibili di fruizione del servizio richiesto e accettato, e, più in generale, delle regole di imparzialità, correttezza, lealtà dei comportamenti e buona fede”.

    “Questa è la vittoria di Davide contro Golia. Le famiglie hanno dimostrato che compatte e concrete possono cambiare il mondo e vincere contro tutti, anche contro le ingiustizie di un sindaco che non ha a cuore le sorti delle famiglie della sua città”  – esulta Gianluigi De Palo, capogruppo di Cittadini X Roma, organizzatore della manifestazione dei passeggini in Campidoglio e promotore del ricorso al Tar insieme alle famiglie e al Codacons -. Grazie della fiducia… Adesso al lavoro per migliorare le tariffe per i prossimi anni!”.

    Andrea Scandura

     

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