• Scuola, dal 15 gennaio iscrizioni online

    • 12/01/2015

    Partono oggi le registrazioni al sito del MIUR (www.iscrizioni.istruzione.it) per iscrivere i figli alle classi prime di elementari, medie e superiori per l’anno scolastico 2015/16. Le iscrizioni vere e proprie, possibili soltanto on-line da due anni a questa parte, si potranno effettuare dal 15 gennaio al 15 febbraio 2015. I genitori, per poter effettuare l’iscrizione via web, devono individuare la scuola d’interesse (anche attraverso il servizio “La Scuola in Chiaro” del Ministero). Si può scegliere una sola scuola, con la possibilità di indicarne fino a due alternative. Novità di quest’anno: la mamma o il papà che presenta la domanda online deve dichiarare di aver avuto il placet dell’altro genitore.

    E così, se già a settembre potrebbero debuttare alcune novità sulla didattica (per esempio l’inglese rafforzato alle elementari, o stage e laboratori potenziati alle superiori), le famiglie dovranno progettare l’anno che verrà dei figli nel giro di un mese. Con la chance in più, come nel 2014, di avere un po’ di giorni per esplorare il sito ministeriale e raccogliere tutte le informazioni sulla scuola e sui modi di registrazione e compilazione della domanda. Un’opportunità aggiuntiva, fermo restando che l’iscrizione potrà essere fatta nell’arco di tempo indicato, senza aver urgenza di affrettarsi nei primi giorni.

    Non si tratta infatti di un click­day e non è previsto che le domande arrivate per prime siano accolte con priorità dalle scuole. I conti si faranno alla fine e le corsie preferenziali saranno, ad esempio, per chi abita vicino al plesso e per i genitori che lavorano.

    Le famiglie senza connessione internet possono rivolgersi alle segreterie: lo scorso anno il 31,5% delle domande è stato inoltrato con l’aiuto degli istituti (con punte di oltre il 50% in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Chi ha già effettuato la registrazione in passato non può utilizzare le vecchie credenziali, ma deve rifare tutto dall’inizio. I ripetenti non devono re­iscriversi con la procedura online, ma lo saranno d’ufficio, come i ragazzi delle classi successive alla prima.

    Un’altra novità riguarda i corsi regionali di formazione professionale: in cinque zone (Basilicata, Lombardia, Molise, Piemonte e Veneto) ci si potrà iscrivere dal sito del Miur (possibilità esclusa fino allo scorso anno) ai centri regionali che organizzano corsi (su 3 o 4 anni) per raggiungere una delle 22 qualifiche professionali, dall’estetista al cuoco, dal meccanico all’idraulico.

    Si continuerà invece a utilizzare la carta per la scuola dell’infanzia, per gli alunni in fase di pre-­adozione e per i corsi rivolti agli adulti (la scadenza in questo caso è fine maggio). Per le paritarie, invece, l’adesione all’iter digitale è facoltativa e ci sono modalità ad hoc nelle province di Aosta, Trento e Bolzano e nelle scuole in lingua slovena.

    Nel 2014 sono state trasmesse oltre 508 mila domande alle primarie (elementari), 525 mila alle secondarie di primo grado (medie) e 517 mila alle secondarie di secondo grado (superiori). Per queste ultime, in testa alle preferenze è risultato il liceo scientifico (oltre 120 mila domande), seguito dall’alberghiero, che ha raccolto circa 50 mila adesioni. Gli istituti tecnici, nel complesso, sono stati scelti da oltre 163 mila ragazzi, il 31% del totale: molto quotato, con oltre 25 mila iscritti, l’indirizzo informatica e telecomunicazioni.

    Andrea Scandura

    ufficio.stampa@konsumer.it

    Fonte: Il Sole 24 Ore

     

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  • Un anno all’estero? Ragazzi, attenti alle “agenzie fantasma”!

    • 05/12/2014

    La disoccupazione che aumenta non fa più notizia. Sembra che ormai ci siamo rassegnati e assuefatti al turbinio di numeri e cifre che rappresentano l’Italia come uno dei Paesi con più disoccupati in Europa (quasi 3 milioni e mezzo, corrispondente al 13,2%), il tasso più alto dal 1977 (ma un’indagine de La Stampa dimostra che il livello attuale non ha precedenti). E cosa dire dei giovani? I ragazzi under 25 italiani che non lavorano sono il 43,3% (secondi solo a spagnoli e greci) e, a sentirli, appaiono più scoraggiati che arrabbiati. Di conseguenza, visto che in molti pensano che in Italia un lavoro non ce l’avranno mai, si organizzano per andarsene all’estero. Per poche settimane, qualche mese, un anno. Non stiamo parlando dell’ormai nota “fuga di cervelli”, ma di studenti adolescenti che si stanno formando con la convinzione che l’unica via d’uscita dalla crisi sia prepararsi a cambiare aria. Così si organizzano, passando le vacanze estive a studiare una lingua all’estero o a lavorare, sfruttando i campi scuola e i viaggi studio. Anche durante l’anno scolastico.

    Il Ministero della Pubblica Istruzione, infatti, da qualche anno incentiva sempre di più gli scambi culturali in un Paese straniero, in ottemperanza alla normativa europea. Un’esperienza ricca e importante per i nostri giovani, che negli ultimi tre anni stanno prendendo d’assalto questa opportunità:  + 55%, secondo l’'”Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca” (creato dalla Fondazione Intercultura e dalla Fondazione Telecom) gli studenti andati all’estero sono passati dai circa 5.000 del 2011 ai circa 7.800 del 2014.Ma come si fa a partire? Il modo più semplice e sicuro è la scuola, naturalmente. Diversi istituti aderiscono a convenzioni con college e famiglie straniere, che accolgono i ragazzi per un periodo di tempo, breve o più lungo. Spesso, poi, l’ospitalità è ricambiata nelle famiglie italiane. Purtroppo, però, gran parte delle scuole italiane sembrano “non di rado infastidite da quella che considerano un’inopportuna interruzione del normale ciclo di studi  – scrive Adriano Bonafede su Repubblica.it ?. Secondo i dati dell’Osservatorio, soltanto il 46 per cento delle scuole hanno studenti in uscita, le altre (la maggior parte) non li hanno proprio”. Anzi, molto spesso – si legge nell’articolo – al ritorno dal campo all’estero gli studenti vengono tartassati di compiti e interrogazioni.

    Ma se gli istituti non organizzano, e il Ministero della Pubblica Istruzione non fa nulla per agevolare le trasferte dei ragazzi, come riuscire a trascorrere qualche settimana, o perfino un anno all’estero? Esiste la Onlus Intercultura, che promuove e organizza scambi scolastici inviando ogni anno all’estero circa 1.800 giovani (dai 15 ai 18 anni) delle scuole secondarie  (e accogliendone un migliaio da altre nazioni nel nostro Paese). Però, come ricorda Bonafede,  “Intercultura non riesce ormai a soddisfare tutte le necessità” visto che “lo scorso anno furono in circa 5.000 a presentare la domanda per soli 1.000 posti”. È proprio qui che sorgono i problemi. E le truffe. Se né il Ministero, né la scuola, né associazioni serie come Intercultura riescono a soddisfare il bisogno di tantissimi nostri ragazzi di imparare una nuova lingua, e al contempo arricchire il loro background culturale con esperienze e conoscenze stimolanti; chi lo farà? L’articolo succitato di Repubblica.it parla chiaramente di “un’incredibile quantità di siti in cui è praticamente impossibile orientarsi: youabroad.it, ef-italia.it, mbscambi.it, annoallestero.it, wep-italia.org, interstudioviaggi.it, stitravels.com, afsai.it, esl.it, mondoinsieme.it, tanto per citarne alcuni. Tali agenzie (che sono delle vere e proprie agenzie di viaggio) organizzano soggiorni studio e fanno da interlocutori delle scuole estere, ma “l’alchimia di questa operazione è tutta da verificare – commenta Adriano Bonafede ? e a volte a molte famiglie e studenti italiani resta un amaro in bocca e molte recriminazioni che spesso sfociano in aperte contestazioni o in vere e proprie cause in Tribunale”. Non si vuole certo discriminare le tante agenzie che operano con correttezza e professionalità, ma, da un lato la mancanza di un elenco certificato dal Ministero che escluda e dissuada quelle poco trasparenti, dall’altro l’assenza  di un codice di autodisciplina a cui rifarsi causano un senso di disorientamento nelle famiglie che non riescono  a districarsi tra le innumerevoli sigle.

    Preso atto che questo fenomeno coinvolge una quantità incredibile di ragazzi e famiglie, le quali talvolta si indebitano pur di regalare una speranza al futuro dei propri figli, Konsumer Italia ha deciso di avviare una campagna di raccolta informazioni dagli stessi utenti. Per cui, invitiamo i giovani e i loro genitori a contattarci e a raccontarci la loro storia, nel caso in cui avessero vissuto, o stiano affrontando, situazioni rischiose. Ovviamente, come Associazione dei Consumatori, interverremo tutelando tutte quelle persone a cui siano venute meno le condizioni del proseguimento degli studi o, peggio, ci abbiano rimesso dei soldi. Allo stesso tempo, invitiamo il Ministero della Pubblica Istruzione, e le stesse agenzie, a fare trasparenza creando un elenco e assegnando una certificazione di qualità alle sigle più professionali e meritevoli. In questo, ci rendiamo disponibili a collaborare.

    Scriveteci a: info@konsumer.it

    Andrea Scandura

     

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  • Bombe d’acqua sul MIUR

    • 07/11/2014

    In data 5 novembre 2014 altre tre sentenze del TAR del Lazio accolgono i ricorsi degli aspiranti al ruolo di professori universitari, evidenziando gravissimi fatti a carico dell’intera commissione giudicante: fatti che Konsumer Italia aveva già denunciato lo scorso luglio, nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica. La procedura per il conferimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale ai fini dell’accesso al ruolo di docenti universitari, nel settore “Diritto Privato”, risulta falsata, illegittima e da annullare immediatamente: «Basta con le baronie e le ingiustizie subite dai molti “signor nessuno”, considerati non idonei solo perché non possiedono un cognome illustre ? tuona il Presidente di Konsumer Italia Fabrizio Premuti ?  noi ci poniamo a difesa della giustizia e della vera ricerca in Italia». Il Tribunale Amministrativo, con le sentenze sui ricorsi con numero di Registro generale 10201 del 2014, proposto da Francesco Torchia; n° Reg. 3854 del 2014, proposto da Cataldo De Sinno; n° Reg. 929 del 2014, proposto da Giovanni Bruno: annulla il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente e “Ai sensi dell’art. 34, comma 1, lettera e) del D.lgs. 104/2010, il Collegio ritiene che, in esecuzione della presente sentenza, la posizione dell’interessato debba essere riesaminata da parte di una Commissione in diversa composizione entro il termine di giorni 90 (novanta) dalla comunicazione in via amministrativa della pronuncia, ovvero dalla sua notificazione se antecedente”. La motivazione dell’accoglimento dei ricorsi si basa sull’inidoneità della Commissione giudicante, e nel “caso in esame, dal curriculum del Prof. Embid, emerge che egli è Professore di Diritto Mercantile (Commerciale) presso l’Università di Valencia (Spagna), condizione che esclude di per sé l’appartenenza del Commissario OCSE allo stesso Settore Scientifico-Disciplinare per il quale ha concorso il ricorrente (Diritto Privato, già Jus 01)”. Inoltre, la sentenza sul ricorso numero 929 parla di “introduzione di criteri integrativi rispetto a quelli previsti dalla normativa di settore”; dichiara che “la Commissione avrebbe concluso i propri lavori oltre il termine stabilito dalla legge”; decreta che la Prof.ssa Marella, il Prof. Prosperi, il Prof. Patti si sarebbero dovuti “astenere” dal giudizio nei confronti di tre diversi candidati per “conflitto di interessi”. Cosa sta aspettando il Governo per prendere una posizione forte al fine di tutelare chi, ingiustamente, è stato ritenuto inidoneo da una Commissione essa stessa inidonea? La trasparenza non può essere ignorata in alcuna delle attività umane, men che meno in quello che dovrebbe essere il tempio della meritocrazia, l’Università. Le “bombe d’acqua” continueranno a cadere sul MIUR, e Konsumer Italia continuerà a chiedere chiarezza e giustizia.

    Andrea Scandura

     

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  • Università, Premuti: “Basta toppe, è la morte della meritocrazia e la vittoria del nepotismo”

    • 05/11/2014

    Si preannuncia un super lavoro per i Tribunali Amministrativi, grazie al Ministero dell’Istruzione. Dopo che il Ministro Giannini ha deciso di ricalcolare il punteggio del concorso nazionale per l’accesso alle specializzazioni di Medicina, moltissimi candidati si sentono danneggiati a causa dell’annullamento delle due domande erroneamente scambiate nei test. E minacciano ricorsi al TAR che, se accolti, permetterebbero a buona parte degli 11.242 interessati di ottenere una sospensiva per essere ammessi alle borse di specializzazione, nonostante ce ne siano solamente 5 mila a disposizione. «Un caos che si andrebbe a sommare a quello già visto per l’ingresso al primo anno di Medicina – commenta Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia ?. Quest’anno, sono stati quasi 6 mila i candidati ammessi dal TAR, che si sono aggiunti ai 10 mila vincitori dei test dello scorso aprile. Con il risultato che le aule straboccano di studenti e che la Facoltà di eccellenza dell’Università italiana rischia il collasso». A rischiare il collasso, però, ci sono anche le aule dei tribunali amministrativi: «Sì –prosegue Premuti ? stanno piovendo ricorsi al TAR (più di 3 mila solo per la prima tornata) contro i giudizi di inidoneità per la procedura di abilitazione scientifica degli aspiranti docenti universitari. Alcune sentenze, depositate la scorsa settimana, hanno già accolto i ricorsi parlando esplicitamente di “illegittima formazione della Commissione nazionale per l’assenza dei requisiti di qualificazione” e di “carenze nella motivazione del giudizio negativo espresso”. Di fronte a questi continui scandali, il Ministero non fa altro che mettere delle toppe». Infatti il Miur ha deciso di consentire a chi non è stato giudicato idoneo nelle tornate precedenti (2012 e 2013) di ripresentarsi alla prossima sessione primaverile (dal 1° marzo 2015) per riprovare l’esame di abilitazione, e di allungare la validità del titolo da 4 a 6 anni. «Il problema è che la maggior parte delle sentenze non arriveranno prima dell’autunno 2015, mentre gli atenei (come l’Università di Bari, nonostante gli scandali “Parentopoli”, n.d.r.) stanno già attivando le procedure di chiamata – conclude il Presidente di Konsumer – di docenti che non ne avrebbero diritto, mentre altri penalizzati da valutazioni illegittime rimangono a casa. È la morte della meritocrazia e la vittoria del nepotismo».

    Andrea Scandura

     

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  • Scandalo nomine Università: “Vergogna! Il Ministro faccia sentire la sua voce”

    • 03/11/2014

    Dopo aver accolto il ricorso del Prof. Marini, il TAR del Lazio (con sentenza del 30 ottobre 2014) accoglie anche il ricorso del Dott. Ubaldo La Porta, in merito alla procedura di abilitazione scientifica nazionale per il reclutamento dei professori universitari. Il TAR ha definito “fondata, con valore assorbente sul resto, la censura che riguarda la formazione della Commissione giudicatrice mediante il membro straniero, non dotato di qualificazione adeguata al settore relativo al diritto privato – 12\A1”. Quotidianamente stanno pervenendo a Konsumer Italia numerosissime sentenze di accoglimento di ricorsi al TAR contro i giudizi di inidoneità per la procedura di abilitazione, proprio nel settore del “diritto privato”. È oramai chiara la grave illegittimità di tutta la procedura che ha caratterizzato quest’area. Ma di fronte a tali sentenze, il Ministero cosa fa? Sulla scia del precedente giudizio, il Tribunale ha infatti dichiarato che il Commissario di nomina ministeriale “Sig. Josè Miguel Embid non poteva far parte della Commissione” in quanto “Professore di diritto mercantile (commerciale, quindi appartenente al macrosettore 12/B), dunque di materia non solo estranea al settore concorsuale in esame 12/A1 “diritto privato”, ma anche al macrosettore 12/A “diritto privato”. È un nostro dovere tutelare tutti coloro i quali si sono sottoposti ad una procedura illegittima, fasulla ed inidonea a valutare adeguatamente i candidati. Il silenzio delle istituzioni è intollerabile ed espone il nostro Paese al pubblico ludibrio! Konsumer Italia ed ACU sollecitano ancora una volta il Ministro dell’Istruzione a prendere una posizione chiara e ad agire immediatamente. Il TAR è stato chiaro: “Ritenuto, pertanto, che il giudizio finale di non abilitazione è illegittimo, e va annullato, sicché, in esecuzione della presente sentenza (art. 34 comma I, lettera “e”, del c.p.a.), la Commissione, in composizione del tutto differente da quella che ha operato, procederà ad una rinnovata valutazione del candidato entro giorni novanta dalla ricezione della presente sentenza”. Ricordiamo al Ministro che, oltre all’inidoneità del membro straniero, molte segnalazioni che ci sono pervenute evidenziano gravi conflitti di interesse che coinvolgono altri membri della stessa Commissione.

    Andrea Scandura

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