• AGRICERCANDO FA TAPPA AD ARPINO

    • 28/04/2018

    Il progetto Agricercando continua il suo itinerario tra le eccellenze del Lazio. Domenica 29 aprile è il turno di Arpino, dove lo stand di Konsumer sarà presente all'interno della manifestazione enogastronomica "Collecarino frigge", (località Collecarino, dalle 10 alle 18), per avvicinare cittadini e produttori sotto le proprie bandiere.

    Una giornata ricca di scambi, in cui saranno raccontate storie, speranze, opinioni ed in cui gli esperti di Konsumer diffonderanno materiale informativo sui temi cardini su cui si basa il progetto Agricercando: filiera corta, mercati contadini, lotta agli sprechi alimentari, promozione dei prodotti locali. In particolare, saranno somministrati dei questionari per comprendere quanto i cittadini ne sappiano sull'agricoltura di prossimità, la vendita diretta, gli orti urbani e la lotta agli sprechi alimentari.

    "Il nostro obiettivo è quello di avvicinare i produttori ai consumatori e lo stiamo facendo attraverso una serie di iniziative, nel Lazio ed in particolare qui nel frusinate, volte a valorizzare le eccellenze produttive locali, - afferma Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia-. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i cittadini ad acquistare cibi e prodotti locali, direttamente da contadini e allevatori della zona, per sostenere l'economia circolare e creare un'alleanza fiduciaria tra i due estremi della filiera".

    La giornata sarà un momento di confronto utile a generare “cultura” sui temi di Agricercando, dando voce ad agricoltori, allevatori ed imprenditori locali che, in molti casi, vantano produzioni di altissima qualità con decenni di storia alle spalle.

     

     

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  • L’AGCM PRESENTA RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO PER LA SENTENZA LIDL SULL’OLIO EVO ESULTANO LE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI

    • 16/04/2018
     
    Dopo la discutibile sentenza del TAR sul caso LIDL, che aveva venduto per extravergine un olio che, tanto nel test del Salvagente del giugno 2015 che nelle analisi ripetute dal Nas, era risultato semplice vergine, l’Authority ha finalmente presentato appello al Consiglio di Stato. La volontà è evidentemente quella di ribaltare la decisione dei giudici amministrativi che hanno annullato la multa di 550 mila euro comminata dalla stessa Antitrust. Le associazioni CODICI e KONSUMER oltre ad Aeci, Primo Consumo, Casa del consumatori ed utenti radiotelevisivi, costituitesi ad adiuvandum nel procedimento, esultano ed elogiano l’operato dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
    “Fortunatamente l’AGCM ha accolto l’appello delle associazioni di consumatori che hanno alzato le barricate contro quell’assurda sentenza del TAR, - chiosa Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia-, lanciando così un messaggio chiarissimo, ovvero che sulla difesa della qualità e della sicurezza alimentare la partita è aperta e nessuno è disposto a cedere neanche un centimetro, per quanto ci riguarda sull'olio EVO siamo disposti a qualsiasi sacrificio, non ci fermano neanche le querele con rinvio a giudizio di taluni imbottigliatori”.
    Nel ricorso presentato dall’ AGCM, si legge che “il T.A.R. Lazio non solo ha disatteso apertamente la consolidata giurisprudenza […] ma sembra aver altresì confuso “l’elemento psicologico dell’illecito” con la “contrarietà alla diligenza professionale” della pratica commerciale oggetto di accertamento” in cui, tra l’altro, gli stessi giudici avevano dichiarato l’ingannevolezza per aver venduto un olio vergine per extra vergine.
    “La diligenza burocratica non può prevalere come principio sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, - aggiunge Ivano Giacomelli, segretario nazionale di CODICI-, per questo plaudiamo alla decisione dell’Antitrust di presentare appello al Consiglio di Stato, così da tenere alto il livello di attenzione e salvaguardare il diritto dei consumatori ad avere una corretta informazione”.
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  • Agricercando, il diario di bordo di Eleonora; Accumoli

    • 15/04/2018

    Konsumer in visita ad Accumoli

    Diciannove mesi dopo il forte sciame sismico che ha colpito il centro Italia, lo scenario è ancora complesso; nonostante il primo pensiero vada alle vittime e alle persone del luogo che hanno subìto perdite emotive e materiali, i fattori che entrano in gioco nella ripartenza sono molti.

    La burocrazia, la paura di nuove scosse e il dolore rallentano la rinascita, ma i luoghi terremotati sono ancora frequentati e Konsumer vuole documentare, attraverso il progetto “Agricercando” finanziato dalla regione Lazio, le realtà agroalimentari del reatino e le loro eccellenze.

    Presso il centro commerciale “Monti della Laga” ad Accumoli, si ritrovano commercianti e produttori locali che mossi da tenacia e solidarietà reciproca, condividono una struttura ai piedi dei Monti della Laga. Un centro commerciale che purtroppo è quasi una cattedrale nel deserto, lamentano i commercianti locali, Neanche un'indicazione a guidare i pochi stranieri percorrenti la Salaria, per'altro promessa, così che gli affitti corrano, mese dopo mese, come il passivo che si cumula.

    Rita Santi titolare di “I veri sapori di una volta”, un forno che produce prevalentemente biscotteria, parla ai microfoni di Konsumer, raccontando come il suo laboratorio con sede a Terracino, sia inagibile da ormai quasi due anni.

    La sua è una storia di solidarietà: ha avuto la grande fortuna di essere ospitata in un hotel dove, ricomprando gli strumenti del mestiere, ha ricominciato la sua produzione, riallestendo il suo laboratorio.

    Grazie a Coldiretti e Campagna Amica, Rita Santi non ha mai smesso di lavorare, vendendo i suoi prodotti sia verso nord a Firenze, Milano e Bergamo, sia a sud, come Roma e prossimamente, Bari. Ha inoltre ricevuto un invito per spedire i suoi prodotti a Londra, internazionalizzando l’eccellenza della produzione dolciaria italiana.

    La signora Santi è intenzionata a proseguire la sua attività insieme alla figlia, dovendosi però scontrare con la burocrazia che rallenta il raggiungimento di ogni nuova svolta.

    Analogamente la “Cooperativa Grisciano” attiva dal 1981 è una realtà vigorosa, ma in parte piegata dagli eventi sismici del 2016.

    “Dopo il terremoto, la parte più danneggiata è stata quella dell’allevamento”, spiega Sara, rappresentante della cooperativa; durante le scosse, il tetto di una delle stalle è crollato sopra circa sessanta ovini.

    L’azienda possiede un allevamento zootecnico di capi bovini di razza Pezzata Rossa e Marchigiana, capre, ovini e la pregiata razza di suini neri, un laboratorio di trasformazione tecnologica della carne per la produzione di salumi e un agriturismo.

    “Prima si lavorava col turismo nel fine settimana, ora con gli operai durante la settimana”, gli abitanti delle seconde case infatti, muovevano l’economia locale, grazie ai loro soggiorni primaverili ed estivi più o meno brevi.

    Oggi la “Cooperativa Grisciano” è attiva sul territorio romano in un mercato a piazza Belotti, poiché la vendita diretta si è fortemente ridotta.

    Sara spiega quanto sia necessario promuovere iniziative che riavvicinino le persone ai luoghi del terremoto, perché più importante di mostrare ciò che è successo, è far vedere ciò che c’è oggi: una natura incontaminata, un patrimonio enogastronomico prezioso e lo spirito combattivo di chi è rimasto.

    Con l’associazione “Amici di Grisciano”, inoltre, si sta prospettando l’obiettivo di fare della pasta alla gricia una “Specialità tradizionale garantita”, avanzando una richiesta di certificazione e stilando un disciplinare di produzione che regoli quali prodotti usare per ottenere una ricetta tradizionalmente fedele e corretta.

    L’uso di specifici ingredienti reperibili nella zona di Grisciano consentirà anche alla comunità e al territorio di ottenere visibilità oltre che muovere l’economia del luogo, le cui sorti sono oggi di fatto in mano ai pochi produttori agricoli rimasti nel territorio.

    Eleonora Cimarelli

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  • La filiera corta. Alleanza tra Produttori e consumatori. Dalle terre del terremoto, ai confini con l'Abruzzo, la cultura contadina torna in tavola

    • 12/04/2018

    Agricercando - Dalle terre del terremoto ai confini con l'Abruzzo, la cultura contadina torna in tavola

    Capire la filiera corta significa stabilire una forte alleanza tra chi produce e chi consuma senza alcuna intermediazione, rispettando stagionalità ed esaltando la qualità. Stabilendo un rapporto fiduciario tra i due soggetti attori, che riduce i costi sociali, rispetta l'ambiente e caratterizza il territorio. Oltre questro va considerato il forte ritorno economico al commercio di prossimità delle PMI del comparto agroalimentare. La Regione Lazio, con la legge sulla filiera corta del 2016, lo ha affermato con forza; finanziando il progetto Agricercando, ne ha voluto dare impulso alla diffusione.

     

    Frosinone, 13 aprile 2018 ore 10

    Camera di Commercio - viale Roma, 9

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  • Agricercando, un giorno al mercato

    • 10/04/2018

    Agricercando al mercato comunale di piazza delle Iris

    Nel quartiere romano di Centocelle, in piazza delle Iris, approda Konsumer, che con i suoi volontari ed esperti, porta tra i circa sessanta banchi del mercato comunale il progetto “Agricercando”, finanziato regione Lazio.

    È un venerdì mattina di inizio primavera e i clienti si aggirano attenti, esaminando quello che di lì a poco acquisteranno.

    “I nostri clienti rimangono molto soddisfatti della durata dei nostri prodotti” afferma una commerciante di prodotti ortofrutticoli, proveniente da Montelibretti, a nord della capitale, sottolineando l’importanza del tempo che dedica ai propri prodotti affinché i consumatori abbiano meno scarto possibile.

    “Scarichiamo tutti i giorni”, dice orgoglioso Simone, presidente del mercato; la fornitura quotidiana consente di offrire una rosa di prodotti variegata e qualitativamente elevata, ragioni che attirano clienti, abituali e non a frequentare il mercato.

    Piazza delle Iris ospita un mercato rionale che funge da punto di incontro, oltre che da punto di vendita, valore da tutelare, in un’epoca in cui gli spazi e i tempi si sono fluidificati.

    Tale importanza non sembra essere considerata dalle istituzioni, che non hanno concesso parcheggi al mercato comunale, decimando la clientela che non abita nelle immediate vicinanze.

    “Il quartiere è diviso in troppi” , la grande distribuzione organizzata, infatti, è presente nei dintorni con numerosi punti vendita di recente apertura, elemento che depone a sfavore del mercato.

    La lotta dei commercianti per mantenere viva questa realtà rionale è intrepida, avvalorata dal rapporto vantaggioso tra la qualità e il prezzo dei prodotti, rispetto a quello della grande distribuzione organizzata, celebrando così la filiera corta e la riduzione dello spreco alimentare, temi centrali per Konsumer.

    L’associazione, in collaborazione con la regione Lazio sta promuovendo “Agricercando”, il progetto per la valorizzazione dell’agricoltura di prossimità, della filiera corta, dei mercati e della lotta allo spreco alimentare.

    Ciò che gli ideatori di questo progetto hanno capito è che qualunque iniziativa si voglia percorrere, è imprescindibile il punto di partenza: le persone.

    Sono le persone che scelgono cosa comprare, cosa mangiare e cosa buttare e in questa libertà e responsabilità che le persone esercitano, un ruolo fondamentale è giocato dall’informazione e dalla consapevolezza, oltre che dalla sensibilità individuale.

    Il mercato rionale ha un grande valore emotivo testimoniato dalla fiducia che i suoi frequentatori dimostrano nella quotidianità e dalla confidenza conquistata con anni di soddisfazione per i prodotti acquistati, “il mercato rionale è il mercato nostro”, questa la frase di una cliente affezionata del mercato, che esprime chiaramente il legame che si instaura tra un consumatore e produttori e commercianti e di conseguenza l’enorme responsabilità di questi ultimi.

    In questo scenario la filiera corta regna sovrana.

    Per tutti i clienti intervistati, rifornirsi in un mercato trova la sua ragione, oltre che nel gesto sociale, nell’ avvicinarsi quanto più possibile a chi produce. Accorciare o addirittura eliminare i passaggi di trasformazione e distribuzione di un prodotto raccoglie sempre più consensi, comportando dei vantaggi economici e aumentando la durata della conservazione del prodotto.

    Un cliente che si definisce “fautore del negozio sotto casa” conferma quanto effettivamente lo spreco sia ridotto quando i prodotti sono acquistati al mercato e quanto la grande distribuzione, a causa del confezionamento, impedisca di apprezzare l’effettiva qualità di ciò che si compra, prediligendo un’appetibilità per gli occhi, non garantita necessariamente in tavola.

    Si torna perciò alla possibilità di scegliere. Scegliere di trovare un equilibrio tra la grande distribuzione organizzata, che nel nostro tempo ha portato benefici enormi e il produttore locale colonna portante di qualità e genuinità, oltre che simbolo di un lavoro legato alla terra, che dovremmo riscoprire.

    Eleonora Cimarelli                                                                                                                                                                                                                                Settore Alimentazione Konsumer Italia

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