• Agenzie energia, la vergogna dei contratti estorti

    • 09/11/2016

    Piero Saulli, Green Network: noi, operatori corretti in un contesto di grandi irregolarità

    I consumatori sono tempestati ogni giorno da telefonate per conto di questo o quell’operatore del mercato energetico. Ma si stanno verificando casi numerosi e gravissimi di estorsione del consenso a cambiare società di fornitura dell’energia elettrica, da parte di agenzie senza scrupoli. Non solo i clienti, però risultano danneggiati da questi comportamenti fraudolenti. Anzi, sono forse gli operatori più corretti a farne le spese più alte. Sul tema abbiamo intervistato Piero Saulli, Presidente di Green Network, Gruppo nato nel 2003.
    Cosa sono le agenzie per la vendita dell’energia 
    Si tratta di società esterne cui gli operatori del mercato dell’energia danno mandato di promuovere offerte commerciali. Anche noi inizialmente utilizzavamo queste agenzie italiane, senza renderci però conto del fatto che queste, a loro volta, affidavano gli incarichi a subagenzie situate soprattutto in Albania. Il che, ovviamente, non sarebbe una cosa negativa di per sé, se avessero lavorato correttamente. Ma così non era.
    Cosa è accaduto?
    Eravamo partiti con l’obiettivo di acquisire circa 10.000 clienti nuovi al mese. Ma si verificava una cosa strana: alla fine del 2015 e nei primi mesi del 2016 constatavamo un’impennata di nuovi contratti. Un fatto positivo, si potrebbe pensare. Eppure, a fronte di un aumento così significativo di clienti, assistevamo contemporaneamente ad un incremento delle segnalazioni da parte dei clienti. Questo, assieme al fatto che alcuni operatori di mercato inviavano segnalazioni all’Antitrust a nostro carico, ci ha indotto subito ad indagare. Abbiamo così riscontrato una serie di anomalie nell’operato delle agenzie ed abbiamo proceduto ad un intervento immediato e radicale su tutta la struttura riducendo di oltre il 90% il numero delle agenzie. Oggi, in effetti, non assistiamo più a questi fenomeni ed i disconoscimenti da parte dei clienti sono addirittura scesi sotto l’1% dei clienti mensilmente acquisiti. .
    Quali comportamenti anomali avete riscontrato, da parte delle agenzie?
    Si andava da una tecnica di vendita particolarmente aggressiva allo spacciarsi inizialmente per un altro operatore. 
    In che modo siete intervenuti, nell’immediato?
    Abbiamo irrigidito le nostre procedure, istituendo anche un quality control interno che effettuasse verifiche a campione sulle telefonate caricate dalle agenzie di vendita ; abbiamo adeguato le procedure di acquisizione, in modo da garantire al cliente  i  tempi necessari per avere la totale consapevolezza sull’accettazione e sui contenuti delle nostre offerte commerciali , abbiamo inoltre allungato i termini per esercitare il diritto di ripensamento di 10 giorni. Ci siamo veramente mossi con la massima tempestività: scoperto il fenomeno, , nel giro di un paio di mesi avevamo eliminato tutte le agenzie che adottavano comportamenti non professionali. Abbiamo proceduto a denunce penali, cause di risarcimento danni ed a tutte le azioni legali necessarie per allontanare questi soggetti. Per quanto ci riguarda, quindi, il fenomeno è stato rapido e circoscritto nel tempo: chi ancora oggi diffonde notizie negative che ci riguardano è male informato. Oppure in mala fede.
    Che conseguenze avete avuto, dalla vicenda?
    Come altri operatori siamo oggetto di una indagine Antitrust, anche se in un certo senso rappresentiamo una particolarità. Siamo infatti stati il primo operatore privato “piccolo”  se paragonati ai big di mercato che si è attivato nel segmento delle utenze domestiche. Questo sul piano ufficiale ed istituzionale. 
    Sul piano più personale, per così dire, abbiamo  ricevuto pressioni di ogni tipo da parte di quelle subagenzie oltre confine. Vi sono poi gli “effetti collaterali” di immagine, ma non è tutto.
    In che senso?
    Appena individuato il problema, Green Network si è allineata su un approccio cauto e conservativo, che dia piena certezza al cliente sul contratto, sul soggetto con cui tale contratto viene sottoscritto e sui suoi diritti. Abbiamo irrobustito le nostre procedure di controllo interne ed esterne, a tutela della nostra professionalità e dei consumatori. Ma stiamo assistendo a due fenomeni molto gravi, che indeboliscono la nostra posizione sul mercato. Prima di tutto, la persistenza di soggetti che non hanno rafforzato il proprio sistema di controllo e continuano a servirsi di queste agenzie, le quali come si è visto producono numeri molto importanti. Inoltre è in atto una vera e propria campagna diffamatoria nei confronti della nostra Società da parte di un noto “big” del mercato: è stata messa in giro la voce di un fallimento di Green Network, che ha indotto clienti spaventati a rientrare in Enel, creando un detrimento tanto a noi quanto ai consumatori. 
    Stiamo subendo il problema in maniera terribile e siamo ancora più penalizzati dal contesto di scorrettezza in cui dobbiamo operare.
    Come intendete tutelarvi?
    Prima di tutto, stiamo compiendo ogni atto necessario a chiarire completamente la nostra posizione presso l’Antitrust. Ciò è doveroso nei confronti dell’Autorità Garante della Concorrenza e dei consumatori. Ma nei prossimi giorni presenteremo a nostra volta una segnalazione all’Agcm per comportamenti scorretti che sono stati attuati nei confronti di Green Network. Ci siamo resi conto che è fondamentale comunicare la nostra verità, perché non tutti sono in grado di comprendere cosa sta accadendo.
    Secondo lei, come è potuta crearsi una simile situazione di scarso controllo sulle agenzie?
    In sé lo strumento stesso del teleselling è difficile da gestire. Ma soprattutto non esiste alcun elenco o registro delle agenzie di vendita per l’energia, che restano quindi al di fuori del perimetro di controllo. Una delle nostre proposte è proprio la creazione di una lista di agenzie qualificate sul mercato, che rispondano a precisi requisiti. Anche perché si pone, a nostro avviso, un grosso problema sul fronte Privacy, raccolta, gestione e conservazione dei dati. Non si spiega come mai questi operatori, quando contattano gli utenti, siano già in possesso di tutti i riferimenti anagrafici del cliente e della sua utenza. Chi glieli fornisce, e come? E ancora, i dati possono essere considerati proprietà industriale della Società che li ha raccolti? E, in tal caso, può profilarsi un reato specifico da parte di questi soggetti? Intendiamo interessare alla questione anche il Garante per la Privacy.
    Ma quali danni hanno subito i consumatori coinvolti in queste operazioni?
    Paradossalmente, pochi sul fronte operativo ed economico. Ma enormi sul piano etico. Se è vero che la sottoscrizione di contratti attraverso questi canali è gravata dal gettito pagato alle agenzie rispetto a canali più sani e caratterizzati da una competizione virtuosa, è altrettanto vero che i clienti per i quali  avevamo  attuato le procedure di ripristino al precedente contratto definite dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il Gas, dopo il loro disconoscimento, hanno potuto accedere a tariffe inferiori alla cosiddetta maggior tutela. Va detto, per inciso, che noi stiamo  assolvendo anche a quelle richieste di ripristino per disconoscimento pervenute molto tempo dopo i termini previsti, magari con fatture insolute il cui pagamento non ci è mai pervenuto. Questi consumatori non hanno dovuto subire neppure una interruzione di servizio. Ma sta di fatto che a loro è stato estorto un consenso, e questo è intollerabile.
    Quali fattori, oltre un registro per le agenzie, potrebbero contribuire ad evitare il ripetersi di queste situazioni?
    Bisognerebbe assecondare la totale liberalizzazione del mercato, per una concorrenza tra operatori serena e virtuosa e liberalizzare quanto prima anche il servizio di maggior tutela. In questo modo noi venditori avremmo costi di acquisizione dei clienti molto ridotti e potremmo trasferire al cliente finale prezzi sempre piu’ competitivi.
    Green Network sta predisponendo uno strumento facilissimo da usare che consente al consumatore di determinare se e quanto stia risparmiando.
    Si potrebbero fare tante cose, per migliorare il mercato dell’energia e rendere il consumatore più consapevole; a mio avviso sarebbe utilissimo anche indicare nella fattura stessa sia l’importo da pagare sia la migliore offerta in corso da parte del medesimo operatore, indicando al cliente quanto andrebbe a risparmiare nel passaggio e l’eventuale penale da versare. Noi operatori dovremmo fare lobby, in senso positivo, unirci in un’operazione di pulizia e trasparenza anziché – come alcuni fanno – lanciarsi in una guerra per rubarsi clienti, usando anche metodi molto scorretti. Alla fine ci si rimette, in termini di perdita di fiducia da parte dei consumatori. 
    Perché Green Network ha cercato una sinergia con Konsumer?
    Konsumer Italia è stata tra le prime associazioni consumeriste a evidenziare il fenomeno di aggressione da parte delle agenzie. Insieme a Konsumer, così come con altre realtà, abbiamo voluto aprire un percorso per capire come migliorarci. Ciò è stato ed è molto utile. Condividiamo la necessità di trasmettere messaggi chiari ai cittadini, affinché siano ben consapevoli di ciò che stanno facendo possano compiere le proprie scelte a ragion veduta. Mentre sostengo, come dicevo prima, la piena liberalizzazione del mercato, però, mi permetto al contempo di dire che serve anche una maggiore cultura e sensibilizzazione tra i cittadini, affinché venga arginato il fenomeno dello switch [il passaggio da un operatore all’altro ndr] utilizzato quale strumento per non pagare le fatture. Senza, beninteso, aggredire le fasce deboli.

    ufficio stampa Konsumer Italia

     

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  • Konsumer Italia: oneri di sistema, ma quale “interesse generale”?

    • 20/09/2016

    E io pago…
    Con le nostre bollette per l’energia elettrica contribuiamo a pagare i debiti che qualcun altro ha contratto

    Di Alessandra Schofield
    Nelle bollette per l’energia elettrica sotto la voce “oneri di sistema” ricade quella quota che tutti i clienti finali del servizio elettrico pagano per la copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico. 
    Queste voci di spesa sono state introdotte nel tempo da specifici provvedimenti normativi, rappresentando via via una quota crescente e sempre più significativa della spesa totale. Attualmente, si attesta a circa il 25,7% del totale (dato 2° semestre 2016, fonte Autorità per l’energia elettrica).
    In altre parole, ciascuno di noi sostiene questi costi sia pure in misura variabileper tipologia di utenza – domestica, illuminazione pubblica, altre utenze in bassa, media o alta tensione – secondo criteri che variano da componente a componente.
    Questa è la teoria. Ma cosa significa, nella pratica? Significa che, senza saperlo, paghiamo debiti che nemmeno immaginiamo.

    Il testo integrale dell'articolo nel prossimo InfoKonsumer! 

    COMUNICATO STAMPA

     È sempre il consumatore a pagare i conti degli altri
    Fabrizio Premuti “Pagando le bollette dell’energia elettrica, contribuiamo a saldare i debiti che qualcun altro ha contratto”
    Lo scandalo degli oneri di sistema nelle fatture: così lo Stato “tappa i buchi” a nostra insaputa

    Konsumer Italia dice basta allo scandalo degli oneri di sistema nelle bollette dell’energia elettrica, grazie ai quali i consumatori pagano i debiti di molte società in difficoltà economica.

    Teoricamente, lo scopo della voce “oneri di sistema” nelle fatture è coprire i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico “Ma qui l’interesse è tutt’altro che generale. Anzi, è molto particolare – sottolinea il presidente Konsumer Fabrizio Premuti – Chi credete che abbia pagato e stia pagando i debiti di Alcoa e Sorgenia? E chi, secondo voi, pagherà i debiti dell’Ilva? Solo e sempre i consumatori, proprio grazie agli oneri di sistema”. 

    E non è tutto. Tanto per fare qualche esempio, ogni volta che paghiamo una bolletta dell’energia elettrica, ci accolliamo anche i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari, sosteniamo aziende quali ThyssenKrupp, Cementir, o Nuova Tic e paghiamo una quota di un risarcimento riconosciuto ad Enel  dopo la liberalizzazione del mercato risalente al ’99.

     “In Italia le bollette sono le più care d’Europa. E sapete perché? Se le tasse non sono sufficienti, si colpiscono i consumi” spiega Premuti “I cittadini italiani sono già vessati da un’imposizione fiscale insostenibile. Questo modo di mettere le mani nelle tasche dei consumatori a loro totale insaputa è vergognoso”.


    Roma, 20 settembre 2016

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  • Progetto Energo, Konsumer e Green Network

    • 09/08/2016

    Leggiamo ancora su qualche sito delle disfunzioni e delle criticità che si evincerebbero a carico di Green Network, l'ultima in ordine di tempo arriva da una responsabile Friulana di Federconsumatori, sorvoliamo sulle inesattezze come l'essersi dimesso dell'Amministratore Delegato, che tutto può pensare meno che dimettersi essendo anche Presidente e proprietario del Gruppo. Quello che colpisce, e che francamente suonerebbe come una sconfitta di Konsumer Italia nella sua azione di controllo e supporto ai Consumatori clienti di Green Network, è leggere di contratti estorti da telemarketting selvaggio fatti sottoscrivere ancor oggi, ma questo ci permette di fare il punto sullo stato dell'arte del protocollo d'intesa e sulle attività in corso del progetto Ener-go.

    Diciamo subito che il rapporto con questo gruppo è nato sulla base di criticità vere, come quella del telemarketting selvaggio operato da agenzie commerciali legate a Green Network da contratti d'opera. Fummo tra i primi a denunciare e criticare. Ma come sempre sostenuto, nella filosofia della nostra associazione, non è la protesta e la denuncia la nostra mission, semmai è quella di operare affinchè le imprese, nel rispetto del pieno diritto del consumatore, possano operare nel loro businnes fornendo contratti trasparenti ed un servizio eccellente che punti alla piena consapevolezza del Consumatore per il servizio o prodotto acquistato. 

    Questo è stato l'approccio con il Gruppo Green Network che, sulla base del protocollo sottoscritto, ha permesso ad un Docente Universiatorio da noi incaricato e scelto, di chiara fama nel mondo consumerista italiano in quanto stiamo parlando del Prof. Cristiano Iurilli, di revisionare contratti e procedure, sito internet e metodi di vendita.  Ovviamente il lavoro svolto è stato particolarmente importante, si è trattato di cambiare i contratti tra Consumatore ed Impresa; revisionare l'intero sito internet, arricchendolo delle sezioni dedicate al consumatore ma soprattutto mettendolo a norma; creare una procedura di conciliazione gratuita ad hoc, per le criticità insorgenti tra Clienti ed Impresa; intervenire sulle criticità preesistenti senza creare danno per il consumatore, cambiare procedure interne e metodologie di approccio. Un'attività diremmo quasi certosina che vede ancor oggi impegnate due operatrici al telefono verde appositamente istituito. Dall'apertura del telefono verde sono ormai migliaia le telefonate e le mail pervenute a Konsumer Italia, tutte trattate dalla nostra responsabile del settore Utenze (Valentina Masciari), coadiuvata da due assistenti, nella parte di conciliatrice per il Consumatore. Per ogni segnalazione si è trovata una soluzione che soddisfacesse il consumatore. E' interessante anche valutare l'oggetto della segnalazione che è passato da un 100% di esposti per contratti estorti ad ormai un residuale 30% che si riferisce nella quasi totalità a situazioni risalenti a mesi antecedenti Maggio 2016. Un bel risultato che si è potuto ottenere anche grazie all'interessamento diretto sul progetto del Presidente Saulli. Certo molto è cambiato, è stata sostituita la dirigenza commerciale, sono stati disdetti tutti i contratti con le agenzie commerciali, ma il cambiamento si vede e percepisce quotidianamente. Sono segnali importanti anche quelli che derivano dall'interesse sollevato da un'Istituzione sul nuovo contratto che Green Network sottopone ai propri clienti, interesse che porterà a breve ad un riconoscimento pubblico; è importante che anche un'altra notissima associazione consumatori, come il Codacons, abbia raggiunto un'intesa con il Gruppo Green Network; è importante che oggi si stia lavorando sul miglioramento del servizio e non più su contratti estorti. Quello che riteniamo davvero più importante è quanto potrà portare, in termini di vantaggio, anche economico, il nuovo rapporto tra questo operatore ed alcune associazioni consumatori. Noi crediamo molto e ci stiamo preparando a lanciare una sorpresa per i consumatori già nel prossimo mese di settembre. Consumatori ed imprese dell'energia, insieme, per dare un risultato che porti prezzi più bassi ed un servizio migliore nelle case degli Italiani. State collegati, manca poco all'annuncio.

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  • Carburanti, prezzi ancora troppo in alto, un record che penalizza i consumi.

    • 11/12/2015

    Da anni ormai si parla del mancato adeguamento del prezzo della benzina al consumo, in particolare quando il prezzo del petrolio cala sui mercati internazionali. E oggi siamo ad un momento di verifica ineludibile, in quanto il prezzo del petrolio sui mercati mondiali è ai livelli tra i più bassi degli ultimi 12 anni.
    Infatti, se andiamo a vedere l’andamento del prezzo del barile di greggio abbiamo il prezzo più basso raggiunto nel 1999, quando un barile di petrolio costava solo 9 dollari, e la benzina era in vendita in Italia all’equivalente di 9 centesimi di euro ovvero a 1.740 lire.

    Negli anni successivi il rapporto prezzo petrolio sui mercati mondiali e prezzo della benzina in Italia è stato il seguente:
    - ?barile di petrolio nel 2003: 30,00 dollari - benzina al litro 1,03 euro
    - ?barile di petrolio nel 2008: 140,00 dollari - benzina al litro 1,49 ?
    - barile di petrolio 2012: 90,00 dollari - benzina al litro 1,78 ?
    - barile di petrolio nel 2015: 37,94 dollari - benzina al litro 1,62
    Considerato, come si può vedere nella tabella qui sotto, che il prezzo medio della benzina nel mondo è di 0,94 euro al litro, in Italia la benzina super costa 0,69 euro in più al litro rispetto al prezzo medio mondiale e oltre 30 centesimi in più rispetto ai maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Spagna) nostri vicini.
    In pratica su ogni pieno di 30 litri paghiamo circa 20,7 euro in più di quanto pagano i cittadini nel resto del mondo. E le conseguenze di questo maggior prezzo le paghiamo anche per tutti i prodotti che vengono trasportati su gomma, e per tutti i prodotti industriali e agricoli che utilizzano benzina o gasolio nelle diverse fasi della produzione. Questa considerazione fa capire la difficoltà maggiore che hanno i consumatori italiani sia nel fare la spesa anche per prodotti basilari come quelli alimentari italiani che costano di più dei prodotti che provengono da Paesi in cui i costi di produzione sono largamente inferiori, sia per quanto riguarda il turismo interno ma anche proveniente dall’estero, che trova sempre meno conveniente trascorrere vacanze in Italia, e infine comporta costi spesso proibitivi per gli spostamenti in auto soprattutto per motivi di lavoro.

    Qui di seguito riporto i prezzi in euro, a dicembre 2015, della benzina al litro, come riportati dal Global Petrol Prices, in alcuni Paesi del Mondo compresi nella forbice del prezzo più basso (il Venezuela) e di quello più alto in assoluto (Hong Kong). I prezzi più bassi sono quasi tutti ovviamente nei Paesi produttori di petrolio, l’Italia si trova invece ad avere i prezzi tra più alti in assoluto, al 171° posto (su 183 totali), con solo 12 Paesi con un prezzo più elevato.

    Venezuela 0,01 (prezzo minimo)
    Russia 0,49
    Stati Uniti 0,56
    Canada 0,79
    Giappone 0,91
    Estonia 0,97
    Austria 1,14
    Spagna 1,17
    Svizzera 1,23
    Francia 1,30
    Germania 1,32
    Italia 1,62
    Olanda 1,58
    Hong Kong 1,71 (prezzo massimo)

    In Italia una delle cause di un prezzo finale così alto come si sa è dovuta alle accise e all’IVA. Le sole accise gravano sul prezzo finale in misura fissa per 0,72 euro (addirittura più del prezzo reale o industriale della benzina al litro). Mentre l’IVA, che è stata aumentata di recente dal 20% al 22%, grava sul prezzo finale in misura proporzionale sul prezzo ottenuto dalla somma del prezzo industriale più accise (l’iva si paga anche sulla tassa) attualmente per 0,29 euro. Il prezzo della benzina al netto delle imposte, quindi il prezzo reale della benzina detto prezzo industriale, è di circa 0,63 euro.

    Dichiara Carlo Pileri Portavoce della federazione IConsumatori: "Sarebbe onesto quindi che i consumatori pagassero la benzina ai prezzi di 10 anni fa, vale a dire a 1,30 euro come avviene in Francia. Chiediamo, come iConsumatori che il Governo convochi immediatamente i petrolieri per chiedere un adeguamento del prezzo industriale, e che nel contempo riduca il costo dell’accise, che non dovrebbe essere superiore al prezzo netto della benzina. Del resto la tendenza ribassista del petrolio dovrebbe continuare in futuro, viste anche le recenti decisioni dlel’OPEC, e una riduzione del costo dei carburanti potrebbe essere un volano intanto per una ripresa del turismo, verso l’Italia, alla vigilia delle feste e dell’inizio dell’anno giubilare. Insomma ci aspettiamo almeno questo regalo dal Governo per il prossimo Natale”

    Ufficio Stampa

    Konsumer/IConsumatori

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  • Il costo delle operazioni finanziarie di FS e Terna non lo paghino i Consumatori si riduce per caso il costo dei biglietti dei t

    • 10/12/2015

    Mentre si sta perfezionando il passaggio della rete elettrica di Ferrovie dello Stato,

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