• Konsumer Italia: oneri di sistema, ma quale “interesse generale”?

    • 20/09/2016

    E io pago…
    Con le nostre bollette per l’energia elettrica contribuiamo a pagare i debiti che qualcun altro ha contratto

    Di Alessandra Schofield
    Nelle bollette per l’energia elettrica sotto la voce “oneri di sistema” ricade quella quota che tutti i clienti finali del servizio elettrico pagano per la copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico. 
    Queste voci di spesa sono state introdotte nel tempo da specifici provvedimenti normativi, rappresentando via via una quota crescente e sempre più significativa della spesa totale. Attualmente, si attesta a circa il 25,7% del totale (dato 2° semestre 2016, fonte Autorità per l’energia elettrica).
    In altre parole, ciascuno di noi sostiene questi costi sia pure in misura variabileper tipologia di utenza – domestica, illuminazione pubblica, altre utenze in bassa, media o alta tensione – secondo criteri che variano da componente a componente.
    Questa è la teoria. Ma cosa significa, nella pratica? Significa che, senza saperlo, paghiamo debiti che nemmeno immaginiamo.

    Il testo integrale dell'articolo nel prossimo InfoKonsumer! 

    COMUNICATO STAMPA

     È sempre il consumatore a pagare i conti degli altri
    Fabrizio Premuti “Pagando le bollette dell’energia elettrica, contribuiamo a saldare i debiti che qualcun altro ha contratto”
    Lo scandalo degli oneri di sistema nelle fatture: così lo Stato “tappa i buchi” a nostra insaputa

    Konsumer Italia dice basta allo scandalo degli oneri di sistema nelle bollette dell’energia elettrica, grazie ai quali i consumatori pagano i debiti di molte società in difficoltà economica.

    Teoricamente, lo scopo della voce “oneri di sistema” nelle fatture è coprire i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico “Ma qui l’interesse è tutt’altro che generale. Anzi, è molto particolare – sottolinea il presidente Konsumer Fabrizio Premuti – Chi credete che abbia pagato e stia pagando i debiti di Alcoa e Sorgenia? E chi, secondo voi, pagherà i debiti dell’Ilva? Solo e sempre i consumatori, proprio grazie agli oneri di sistema”. 

    E non è tutto. Tanto per fare qualche esempio, ogni volta che paghiamo una bolletta dell’energia elettrica, ci accolliamo anche i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari, sosteniamo aziende quali ThyssenKrupp, Cementir, o Nuova Tic e paghiamo una quota di un risarcimento riconosciuto ad Enel  dopo la liberalizzazione del mercato risalente al ’99.

     “In Italia le bollette sono le più care d’Europa. E sapete perché? Se le tasse non sono sufficienti, si colpiscono i consumi” spiega Premuti “I cittadini italiani sono già vessati da un’imposizione fiscale insostenibile. Questo modo di mettere le mani nelle tasche dei consumatori a loro totale insaputa è vergognoso”.


    Roma, 20 settembre 2016

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  • Progetto Energo, Konsumer e Green Network

    • 09/08/2016

    Leggiamo ancora su qualche sito delle disfunzioni e delle criticità che si evincerebbero a carico di Green Network, l'ultima in ordine di tempo arriva da una responsabile Friulana di Federconsumatori, sorvoliamo sulle inesattezze come l'essersi dimesso dell'Amministratore Delegato, che tutto può pensare meno che dimettersi essendo anche Presidente e proprietario del Gruppo. Quello che colpisce, e che francamente suonerebbe come una sconfitta di Konsumer Italia nella sua azione di controllo e supporto ai Consumatori clienti di Green Network, è leggere di contratti estorti da telemarketting selvaggio fatti sottoscrivere ancor oggi, ma questo ci permette di fare il punto sullo stato dell'arte del protocollo d'intesa e sulle attività in corso del progetto Ener-go.

    Diciamo subito che il rapporto con questo gruppo è nato sulla base di criticità vere, come quella del telemarketting selvaggio operato da agenzie commerciali legate a Green Network da contratti d'opera. Fummo tra i primi a denunciare e criticare. Ma come sempre sostenuto, nella filosofia della nostra associazione, non è la protesta e la denuncia la nostra mission, semmai è quella di operare affinchè le imprese, nel rispetto del pieno diritto del consumatore, possano operare nel loro businnes fornendo contratti trasparenti ed un servizio eccellente che punti alla piena consapevolezza del Consumatore per il servizio o prodotto acquistato. 

    Questo è stato l'approccio con il Gruppo Green Network che, sulla base del protocollo sottoscritto, ha permesso ad un Docente Universiatorio da noi incaricato e scelto, di chiara fama nel mondo consumerista italiano in quanto stiamo parlando del Prof. Cristiano Iurilli, di revisionare contratti e procedure, sito internet e metodi di vendita.  Ovviamente il lavoro svolto è stato particolarmente importante, si è trattato di cambiare i contratti tra Consumatore ed Impresa; revisionare l'intero sito internet, arricchendolo delle sezioni dedicate al consumatore ma soprattutto mettendolo a norma; creare una procedura di conciliazione gratuita ad hoc, per le criticità insorgenti tra Clienti ed Impresa; intervenire sulle criticità preesistenti senza creare danno per il consumatore, cambiare procedure interne e metodologie di approccio. Un'attività diremmo quasi certosina che vede ancor oggi impegnate due operatrici al telefono verde appositamente istituito. Dall'apertura del telefono verde sono ormai migliaia le telefonate e le mail pervenute a Konsumer Italia, tutte trattate dalla nostra responsabile del settore Utenze (Valentina Masciari), coadiuvata da due assistenti, nella parte di conciliatrice per il Consumatore. Per ogni segnalazione si è trovata una soluzione che soddisfacesse il consumatore. E' interessante anche valutare l'oggetto della segnalazione che è passato da un 100% di esposti per contratti estorti ad ormai un residuale 30% che si riferisce nella quasi totalità a situazioni risalenti a mesi antecedenti Maggio 2016. Un bel risultato che si è potuto ottenere anche grazie all'interessamento diretto sul progetto del Presidente Saulli. Certo molto è cambiato, è stata sostituita la dirigenza commerciale, sono stati disdetti tutti i contratti con le agenzie commerciali, ma il cambiamento si vede e percepisce quotidianamente. Sono segnali importanti anche quelli che derivano dall'interesse sollevato da un'Istituzione sul nuovo contratto che Green Network sottopone ai propri clienti, interesse che porterà a breve ad un riconoscimento pubblico; è importante che anche un'altra notissima associazione consumatori, come il Codacons, abbia raggiunto un'intesa con il Gruppo Green Network; è importante che oggi si stia lavorando sul miglioramento del servizio e non più su contratti estorti. Quello che riteniamo davvero più importante è quanto potrà portare, in termini di vantaggio, anche economico, il nuovo rapporto tra questo operatore ed alcune associazioni consumatori. Noi crediamo molto e ci stiamo preparando a lanciare una sorpresa per i consumatori già nel prossimo mese di settembre. Consumatori ed imprese dell'energia, insieme, per dare un risultato che porti prezzi più bassi ed un servizio migliore nelle case degli Italiani. State collegati, manca poco all'annuncio.

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  • Carburanti, prezzi ancora troppo in alto, un record che penalizza i consumi.

    • 11/12/2015

    Da anni ormai si parla del mancato adeguamento del prezzo della benzina al consumo, in particolare quando il prezzo del petrolio cala sui mercati internazionali. E oggi siamo ad un momento di verifica ineludibile, in quanto il prezzo del petrolio sui mercati mondiali è ai livelli tra i più bassi degli ultimi 12 anni.
    Infatti, se andiamo a vedere l’andamento del prezzo del barile di greggio abbiamo il prezzo più basso raggiunto nel 1999, quando un barile di petrolio costava solo 9 dollari, e la benzina era in vendita in Italia all’equivalente di 9 centesimi di euro ovvero a 1.740 lire.

    Negli anni successivi il rapporto prezzo petrolio sui mercati mondiali e prezzo della benzina in Italia è stato il seguente:
    - ?barile di petrolio nel 2003: 30,00 dollari - benzina al litro 1,03 euro
    - ?barile di petrolio nel 2008: 140,00 dollari - benzina al litro 1,49 ?
    - barile di petrolio 2012: 90,00 dollari - benzina al litro 1,78 ?
    - barile di petrolio nel 2015: 37,94 dollari - benzina al litro 1,62
    Considerato, come si può vedere nella tabella qui sotto, che il prezzo medio della benzina nel mondo è di 0,94 euro al litro, in Italia la benzina super costa 0,69 euro in più al litro rispetto al prezzo medio mondiale e oltre 30 centesimi in più rispetto ai maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Spagna) nostri vicini.
    In pratica su ogni pieno di 30 litri paghiamo circa 20,7 euro in più di quanto pagano i cittadini nel resto del mondo. E le conseguenze di questo maggior prezzo le paghiamo anche per tutti i prodotti che vengono trasportati su gomma, e per tutti i prodotti industriali e agricoli che utilizzano benzina o gasolio nelle diverse fasi della produzione. Questa considerazione fa capire la difficoltà maggiore che hanno i consumatori italiani sia nel fare la spesa anche per prodotti basilari come quelli alimentari italiani che costano di più dei prodotti che provengono da Paesi in cui i costi di produzione sono largamente inferiori, sia per quanto riguarda il turismo interno ma anche proveniente dall’estero, che trova sempre meno conveniente trascorrere vacanze in Italia, e infine comporta costi spesso proibitivi per gli spostamenti in auto soprattutto per motivi di lavoro.

    Qui di seguito riporto i prezzi in euro, a dicembre 2015, della benzina al litro, come riportati dal Global Petrol Prices, in alcuni Paesi del Mondo compresi nella forbice del prezzo più basso (il Venezuela) e di quello più alto in assoluto (Hong Kong). I prezzi più bassi sono quasi tutti ovviamente nei Paesi produttori di petrolio, l’Italia si trova invece ad avere i prezzi tra più alti in assoluto, al 171° posto (su 183 totali), con solo 12 Paesi con un prezzo più elevato.

    Venezuela 0,01 (prezzo minimo)
    Russia 0,49
    Stati Uniti 0,56
    Canada 0,79
    Giappone 0,91
    Estonia 0,97
    Austria 1,14
    Spagna 1,17
    Svizzera 1,23
    Francia 1,30
    Germania 1,32
    Italia 1,62
    Olanda 1,58
    Hong Kong 1,71 (prezzo massimo)

    In Italia una delle cause di un prezzo finale così alto come si sa è dovuta alle accise e all’IVA. Le sole accise gravano sul prezzo finale in misura fissa per 0,72 euro (addirittura più del prezzo reale o industriale della benzina al litro). Mentre l’IVA, che è stata aumentata di recente dal 20% al 22%, grava sul prezzo finale in misura proporzionale sul prezzo ottenuto dalla somma del prezzo industriale più accise (l’iva si paga anche sulla tassa) attualmente per 0,29 euro. Il prezzo della benzina al netto delle imposte, quindi il prezzo reale della benzina detto prezzo industriale, è di circa 0,63 euro.

    Dichiara Carlo Pileri Portavoce della federazione IConsumatori: "Sarebbe onesto quindi che i consumatori pagassero la benzina ai prezzi di 10 anni fa, vale a dire a 1,30 euro come avviene in Francia. Chiediamo, come iConsumatori che il Governo convochi immediatamente i petrolieri per chiedere un adeguamento del prezzo industriale, e che nel contempo riduca il costo dell’accise, che non dovrebbe essere superiore al prezzo netto della benzina. Del resto la tendenza ribassista del petrolio dovrebbe continuare in futuro, viste anche le recenti decisioni dlel’OPEC, e una riduzione del costo dei carburanti potrebbe essere un volano intanto per una ripresa del turismo, verso l’Italia, alla vigilia delle feste e dell’inizio dell’anno giubilare. Insomma ci aspettiamo almeno questo regalo dal Governo per il prossimo Natale”

    Ufficio Stampa

    Konsumer/IConsumatori

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  • Il costo delle operazioni finanziarie di FS e Terna non lo paghino i Consumatori si riduce per caso il costo dei biglietti dei t

    • 10/12/2015

    Mentre si sta perfezionando il passaggio della rete elettrica di Ferrovie dello Stato,

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  • LA RIFORMA DELLE TARIFFE ELETTRICHE. Nuove bollette elettriche: arrivano quelle della Befana.

    • 09/12/2015

    Più Carbone per tutti! Denuncia delle associazioni contrarie alla riforma delle tariffe elettriche del’AEEGSI

    A Parigi i leader sono tutti chiamati a ridurre le emissioni e attuare politiche globali di efficienza e razionalità al consumo. In Italia, nonostante le dichiarazioni del premier Renzi sui risultati ottenuti dall’Italia in materia di riduzione di emissioni, si sostengono i consumi dei combustibili fossili grazie alla bolletta della Befana emanata dal collegio presieduto da Guido Bortoni.

    Annunciamo ricorso al TAR Lazio e battaglia su tutti i fronti per difendere l’ambiente e le tasche degli italiani dalla speculazione a favore dei termoelettrici e contro rinnovabili ed efficienza.

    Roma/Milano 4 dicembre 2015 – La delibera 582/2015 del 2 dicembre 2015, varata durante la COP21 di Parigi, istituisce in Italia il principio secondo il quale chi più consuma meno paga; attraverso il bonus sociale, con un minimo contributo economico, si disincentiva l’efficienza energetica per le fasce di popolazione meno abbienti. Anziché spingerle a risparmiare energia si cerca di aumentarne i consumi.

    La Bolletta della Befana non fa nient’altro che spostare i costi di rete da coloro che consumano molto a coloro che risparmiano energia. Senza valutare la congruità dei costi vengono riconosciuti ai grossisti e ai distributori di energia elettrica più soldi chiedendoli a chi risparmia sulla bolletta, con la scusa di incentivare pompe di calore e piastre a induzione, cosa che si potrebbe fare con altri metodi. Il solito regalo alle lobby dei combustibili fossili.

    L’Autorità distrugge così qualsiasi possibilità di risparmio e uso razionale dell’energia. Essa infatti avvia la graduale riforma delle tariffe applicate ai clienti domestici, a partire dal I°gennaio 2016 e che arriverà a regime il I° gennaio 2018.

    Questa riforma costerà in media a ogni italiano circa 100 € all’anno, senza neppure la possibilità di risparmiare tramite comportamenti virtuosi. Pagheranno meno solo i grandi spreconi di energia, non importa se con nucleo familiare numeroso o meno, in quanto i costi saranno parametrati più alla potenza impegnata che all’energia consumata. Nell'immagine dell'articolo l'impatto sulle famiglie italiane

    Le associazioni scriventi hanno presentato solo pochi giorni fa una proposta alternativa che permette di stabilizzare la tariffa D1, ovvero la tariffa che prevede l’ottenimento di benefici sui costi di rete solo se si mette in atto un comportamento virtuoso. Si potrebbe così incentivare un qualsiasi intervento per efficientare i consumi, spingendo a non sprecare ma a usare con raziocinio l’energia. Questa proposta ha preso quindi il nome di “Tariffa proporzionale”.

    Quella dell’Autorità è invece una riforma che aumenta i costi dell’energia elettrica, incoraggia il consumo di energia prevalentemente da fonti fossili prelevata dalla rete, pregiudica gli investimenti già effettuati per impianti di autoconsumo e per l’efficienza energetica, non è conforme né alla legge delega né alle direttive comunitarie, ma soprattutto non influenza per nulla il comportamento del consumatore, che non avrà alcun interesse nell’assumere comportamenti virtuosi.

    Daremo battaglia su ogni fronte: annunciamo da subito un ricorso al TAR per stoppare una riforma dannosa per le tasche degli italiani, per l’ambiente e quindi per la salute.

                                                                                                                                                              Luigi Gabriele - Affari Istituzionali - CODICI

    Konsumer Italia condivide quanto denunciato dalla consorella Codici, appoggeremo qualsiasi azione sarà ritenuta utile affinchè sull'energia prevalga una normativa che favorisca le rinnovabili e penalizzi chi spreca.

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