• Al via la rottamazione bis, stesso inganno

    • 06/11/2017

    ROTTAMAZIONE BIS 2017 AL VIA Debiti con Equitalia? Ecco come rottamare le cartelle esattoriali.

    Fermo restando il nostro giudizio estremamente negativo sulla rottamazione delle cartelle, sia la prima fase, sia la bis che inizia ora. Riteniamo opportuno dare alcune indicazioni ai consumatori che possono permettersi di pagare in 5 rate quello che la maggior parte dei cittadini non può pagare neanche in 72 rate. E' una finta rottamazione che favorisce i grandi evasori lasciando la maggior parte di chi ha pendenze con il fisco e l'Inps nelle medesime condizioni precedenti, o semplicemente regalando il contentino, in perfetto stile una tantum, a chi potrà rottamare qualche pendenza ma non tutto. Un peccato davvero, migliaia e migliaia di cittadini avrebbero fatto carte false per avere la possibilità di rimettersi in regola ma con tempi più confacenti ai propri magri redditi. Di seguito le istruzioni per l'uso.


    Entra nel vivo la cd "Rottamazione bis" della cartelle esattoriali e degli avvisi, prevista nel testo del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018, che permette nuovamente di richiedere un condono sulle cartelle di pagamento Equitalia, multe comprese, sulle notifiche di accertamento dell'Agenzia delle Entrate su Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali, Inail e Iva.
    Per i cittadini si apre, dunque, una nuova possibilità di estinguere il proprio debito con il Fisco, usufruendo di uno sconto sulle somme dovute, pari alle sanzioni, agli interessi di mora a all'aggio di riscossione.
    A beneficiare della nuova definizione agevolata possono essere non solo i contribuenti che hanno ricevuto cartelle di Equitalia 2017, ma anche tutti coloro che sono stati esclusi o sono decaduti dalla prima rottamazione delle cartelle esattoriali.
    Si tratta, in pratica, di una sanatoria della sanatoria, perché oltre a riaprire i termini per i ruoli affidati alla riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre di quest’anno (cartelle 2017), la possibilità di ottenere il saldo fiscale si estende anche a chi non ha pagato una o due rate della prima rottamazione e alla platea di contribuenti precedentemente non ammessi.  
    Un’occasione molto ghiotta, quindi, per migliaia di cittadini che hanno debiti col Fisco. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità sull’argomento:

    CARTELLE 2017
    L’Agenzia delle Entrate – Riscossione comunicherà al contribuente l’importo da pagare, ma che al 30 settembre di quest’anno non risulta ancora essere stato notificato con la cartella esattoriale. La domanda di rottamazione dovrà essere presentata entro e non oltre il 15 maggio 2018. Successivamente, entro il 30 giugno 2018, il Fisco comunicherà al contribuente gli importi dovuti per l’adesione alla rottamazione bis, secondo le rate prescelte: il pagamento, infatti, può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2018, ovvero in massimo cinque rate di uguale importo, da pagare nei mesi di luglio 2018, settembre 2018, ottobre 2018, novembre 2018, febbraio 2019.

    CONTRIBUENTI ESCLUSI DALLA PRIMA ROTTAMAZIONE
    Anche i contribuenti che non avevano potuto aderire in passato alla rottamazione, perché non in regola con il pagamento delle rate di una precedente rateizzazione, possono beneficiare della definizione agevolata.
    Tale possibilità è prevista per i carichi compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016 per i quali il contribuente, non avendo eseguito il pagamento rateale delle somme dovute entro il 31 dicembre 2016, è stato escluso dalla procedura.
    Per tali importi il contribuente ha la possibilità di esercitare nuovamente la facoltà presentando un’apposita istanza all’Agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017 e provvedendo, poi, entro il 31 maggio 2018, al pagamento delle somme dovute sulle rate scadute.

    CONTRIBUENTI DECADUTI 
    La Sanatoria bis 2018 da la possibilità ai contribuenti di pagare entro il 30 novembre 2017 le rate della definizione agevolata dei carichi scadute a luglio e a settembre 2017, previste dalla legge precedente in merito alla rottamazione delle cartelle..
    Dunque, chi non è riuscito a pagare entrambe le rate o una sola di esse, può vedersi riammesso al beneficio della rottamazione stessa ed ecco che scatta la cosiddetta rottamazione bis.
    Infatti, chi ha saltato le rate della precedente sanatoria avrebbe dovuto pagare di nuovo interessi e sanzioni sull’intero importo da rottamare. Con il decreto, invece, viene ripescato nella sanatoria, ma entro il 30 novembre dovrà versare in un’unica soluzione quanto avrebbe dovuto pagare sin qui con la vecchia rottamazione.
    MA ATTENZIONE!
    Non è sempre conveniente rottamare.
    Infatti, nonostante con la rottamazione il risparmio sul debito sia assicurato, va valutato attentamente per quali cartelle conviene effettivamente presentare la domanda di rottamazione.
    Va da sé che prima di decidere di rottamare oppure no si rende necessario verificare che gli importi richiesti siano dovuti.
    Generalmente, non conviene rottamare le cartelle che sembrano prescritte o quelle di cui si è sicuri di non aver ricevuto mai la notifica; la notifica delle cartelle deve, infatti, avvenire secondo una precisa procedura, ossia secondo forme e criteri fissati dalla legge, diversamente la cartella è nulla e può essere impugnata.
    In ogni caso, è essenziale anche valutare attentamente se si ha a disposizione la liquidità necessaria per poter pagare la rottamazione.
    Per questo prima di presentare la domanda di rottamazione, va fatta un'analisi preventiva della convenienza. 
    A tal fine, la Konsumer Italia fornisce ai cittadini tutta l'assistenza necessaria per la ricostruzione della posizione debitoria e la valutazione dell' effettiva convenienza della rottamazione, espletando tutte le formalità necessarie per aderire alla procedura.
    Per qualsiasi informazione gli utenti interessati potranno contattare l' Avv. Stefania Palmariello, anche chiamando al 3920529258.


    Avv. Stefania Palmariello
    Via Paradiso, 21 - 83040 Fontanarosa (AV) 
    Tel. e fax. 0825.476068
    Cell.: 347.3433372

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  • Fisco; Dopo la rottamazione per ricchi rimpiangeremo Equitalia

    • 30/07/2017

    RIMPIAGEREMO EQUITALIA: La frittata è fatta. Fisco sempre più aggressivo? A rischio i conti correnti.

    Dal 1 luglio allo scioglimento della società Equitalia, subentrerà direttamente nell’attività di recupero coattivo dei crediti, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il nuovo soggetto che si occuperà della riscossione è quindi più forte di EQUITALIA, perché accentra e riunisce tutti i poteri di accertamento-riscossione prima ripartire tra l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia stessa. Chi ha debiti con il Fisco rischia quindi di ricevere, a partire dal 1° luglio, un pignoramento diretto del conto corrente o dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il Fisco potrà infatti direttamente ordinare a banche e datori di lavoro di versare direttamente all’Agenzia delle Entrate le somme pignorate sul conto o sulla busta paga del contribuente.

    Per effetto del sostanziale accorpamento tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, vi sarà un potenziamento della riscossione con minore garanzie per i contribuenti e debitori perché l'Ente che accerta i tributi dovuti può agire con l'esecuzione senza nemmeno il filtro di un soggetto esterno come EQUITALIA.

    IL Fisco infatti:

    - ha ottenuto che gli accertamenti siano direttamente esecutivi senza bisogno di notifica di alcuna cartella esattoriale;

    - dispone di tutti i dati del contribuente (conosce i crediti, la posizione lavorativa e i beni intestati);

    - procede automaticamente e direttamente alla riscossione coattiva e all’eventuale esecuzione forzata senza bisogno di EQUITALIA.

    La disponibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate di tutti i dati relativi ai contribuenti (basti pensare all’Anagrafe tributaria) consentirà di accelerare e migliorare il recupero coattivo delle somme intimate (per esempio pignoramento del conto corrente, dello stipendio, dei beni immobili ecc.) saltando la fase che precedentemente era affidata ad EQUITALIA e comportava sia una esternalizzazione di informazioni, a soggetto estraneo al fisco, conseguente all’affidamento dei ruoli sia un rallentamento dei tempi di riscossione.

    Tale potere se usato male e con accanimento, specialmente in un momento di crisi nel quale sia imprese che famiglie hanno difficoltà di accedere al credito bancario (magari per pagare le tasse) potrà comportare fallimenti e mettere sul lastrico centinaia di persone.

    Come al solito si userà il bazooka contro i moscerini (perché i veri e grandi evasori non solo vengono in genere scoperti ma se scoperti godono poi di leggi ad hoc quali il rientro dei capitali o sanatorie mascherate da lotta all'evasione) ma nel piatto del fisco arriverà solo la poltiglia dell'insettino polverizzato dalla potenza del colpo. Infatti è facile prevedere che i soggetti che verranno colpiti saranno i soliti: famiglie e piccole imprese.

    C'è da chiedersi infine con quale diritto uno Stato fallito, che ha creato un forte debito pubblico, che mantiene i privilegi, che ha distrutto l'economia interna, che ha depauperato le famiglie, che ha creato una forte disoccupazione, che ha distrutto le prospettive future dei nostri figli indotti ad emigrare, possa pensare di usare a tappeto l'arma di distruzione di massa come quella che è stata creata.

    Sia chiaro: è giusto che lo Stato si doti di strumenti più efficienti nella lotta all'evasione e nel recupero delle tasse. Tuttavia è il timore delle conseguenze, su una società già indebolita dalla crisi economica, dell'effetto a catena dell'uso di massa e senza criterio dei nuovi strumenti invasivi. Piccole imprese che non potranno onorare i debiti con i fornitori; famiglie che non potranno pagare i mutui per la casa (e quindi vendite giudiziare delle stesse case all'asta); paralisi dei conti correnti in attesa della liberazione dal pignoramento.

    Siamo dunque di fronte dunque ad una nuova epoca di vessazione?. E' possibile.

    Infatti di politiche per la riduzione delle tasse non se ne vede l'ombra.

     

    Avv. Orlando Navarra

    Responsabile Nazionale Contenzioso Fiscale

    KONSUMER ITALIA

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  • Rottamazione delle cartelle equitalia, l'inganno!!

    • 01/02/2017

    Rottamazione Cartelle esattoriali Definizione agevolata 2016

    di Avv. Orlando Navarra Resp. Naz. Contenzioso Fiscale

    Vi dico già all'inizio dell'articolo cosa penso veramente della rottamazione delle cartelle così mi tolgo subito il dente che duole. Si tratta di una sanatoria mascherata frutto della disperazione dello Stato la cui volontà pare ormai obnubilata dal desiderio di fare cassa per poter presentare all'Europa dei conti il più possibile in ordine (con le ottimistiche previsioni di incasso) magari evitando ciò che appare quasi inevitabile e ovviamente non auspicabile cioè quell'aumento dell'IVA di uno o due punti che si sta profilando all'orizzonte. Chi ha infatti imboscato soldi con attività in nero ed ha interesse a sanare le sue posizioni lo potrà fare con uno sconto RILEVANTE pari quasi alla metà del dovuto; chi invece denaro non ne ha ma subisce gli effetti della crisi economica ed è stato vessato da una tassazione a livello di esproprio non potrà fare un BEL NULLA perché non riuscirà a pagare tutto “il rottamato” in 5 rate entro la metà del 2018 riuscendo nel contempo a pagare pure le tasse delle annualità in corso. Quindi mi sento di poter anticipare la conclusione ed affermare che la rottamazione è unmaldestro aiuto ai veri evasori e l'ulteriore conferma che lo Stato si disinteressa di coloro che lavorano veramente in un quadro di tassazione opprimente.

    Infatti, se un contribuente è decaduto in passato da un piano di rateizzazione che prevedeva il comodo pagamento in 72 mesi come si può ragionevolmente pensare che potrà riuscire a pagare il pregresso in 5 rate di cui la prima nel luglio 2017 e l'ultima nel settembre del 2018? il tutto pagando le normali tasse del 2016 e gli acconti del 2017? Follia!

    E' inoltre notizia di oggi (30 gennaio 2017 fonte ANSA) che il Fmi per bocca di Christine Lagarde ha detto che “in Italia a causa del debito alto le tasse non possono scendere" perché “vanno ricostruiti dei cuscinetti'' sui conti”. Tradotto dal politichese significa che forse non potremo scampare all'aumento dell'IVA e in ogni caso che lo Stato non potrà mai fare unaseria politica fiscale che consenta, tramite la riduzione delle tasse, un rilancio dell'economia.

    Ma cos'è la rottamazione delle cartelle di EQUITALIA?

    Il contribuente può chiamarla come vuole “Definizione agevolata, rottamazione del debito (o parte del debito), rottamazione delle cartelle di Equitalia” purché si ricordi che in merito alla rottamazione non è previsto l'invio di comunicazioni o qualsiasi altra informativa; il contribuente deve sostanzialmente farsi parte attiva e prendere l'iniziativa senza aspettare la ricezione di un avviso di qualsivoglia natura.

    Il D.L. 22 ottobre 2016 n. 193 pubblicato nella G.U. 24 Ottobre 2016 n. 249 all’art.6 ha infatti previsto una “definizione agevolata” per i ruoli affidati ad Equitalia, nel periodo intercorrente tra il 1° Gennaio 2000 al 31 Dicembre 2016, in base alla quale i contribuenti “morosi” potrebbero sanare la propria posizione versando esclusivamente il *tributo omesso, *l’aggio e gli *interessi (quelli normali per intenderci) restando, quindi, esclusi:

    Le sanzioni (spesso di importo superiore alla pretesa fiscale);

    Gli interessi di mora (al limite dell'usura ma siccome le leggi le fa lo Stato usura non è);

    Ogni altro elemento indicato in cartella e non contemplato tra i precedenti).

    Parrebbe trattarsi di un bel regalo che lo Stato fa a chi è in difficoltà, non c'è che dire. Ma le cose stanno effettivamente così?

    Scendiamo nel dettaglio. L'ambito di applicazione oggettivo e soggettivo è particolarmente ampio poiché la rottamazione della cartelle di EQUITALIA riguarda importanti imposte e coinvolge i relativi soggetti di imposta tenuti al pagamento.

    L'ambito oggettivo di applicazione della rottamazione riguarda l'IRPEF, l'IRES, l'IVA, l'IMU, la TASI, la TARI, i contributi previdenziali ed assistenziali, gli interessi sulle sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, i contributi di bonifica.

    I soggetti interessati sono quindi non solo le persone fisiche bensì imprenditori, società di persone, società di capitali, contribuenti soggetti a procedure concorsuali, per i quali gli importi pagati in sede di definizione agevolata saranno considerati “crediti prededucibili” (ex artt. 111 – 111-bis R.D. 16 marzo 1942 n. 267), contribuenti che rinunciano al contenzioso in corso, contribuenti che hanno avuto accesso alla dilazione della cartella di pagamento purché in regola con i pagamenti al 31 dicembre 2016, contribuenti soggetti alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai sensi della L. 27 Gennaio 2012 n. 3 capo II sez. 1.

    Tutte le procedure “serie” hanno un termine entro il quale fare domanda ed anche la rottamazione non sfugge a tale regola.

    Il contribuente che vuole accedere alla procedura dovrà presentare entro il 31 marzo 2017 una domanda, in base al modello reperibile sul sito dell’Agente della riscossione, nella quale indicherà i ruoli/avvisi per i quali richiede l’agevolazione e che si impegnerà a pagare in un’unica soluzione o in, massimo, 5 rate. Quindi il contribuente ha la possibilità di scegliere quale cartelle rottamare (anche solo qualcuna e non tutte).

    Le 5 rate (e questa è la nota dolente) dovranno essere versate:

    a) le prime 3 rate della dilazione, nell’anno 2017, rispettivamente nei mesi di luglio, settembre e novembre, il cui ammontare totale dovrà essere pari almeno al 70% delle somme dovute;
    b) le ultime 2 rate della dilazione, nell’anno 2018, rispettivamente nei mesi di aprile e settembre, il cui ammontare totale dovrà essere pari al restante 30% delle somme dovute.

    A seguito della domanda di rottamazione presentata dal contribuente, entro il 31 maggio 2017, l’Agente della riscossionedovrà rispondere ai contribuenti che hanno presentato la richiesta comunicando:

    1- l’ammontare complessivo delle somme dovute;

    2- la data di scadenza dell’unica o delle singole rate (ed il relativo ammontare).

    Il pagamento potrà avvenire attraverso varie modalità:

    . la domiciliazione su un conto corrente indicato dal contribuente nel modello;
    . bollettini precompilati inoltrati dall’Ufficio insieme alla comunicazione di accettazione;

    . direttamente agli sportelli dell’agente della riscossione.

    L’accesso alla procedura è garantito ad un'ampia platea di soggetti ed è persino consentita anche a quei contribuenti chegià in passato avevano richiesto una rateizzazione, a quelli che sono decaduti da una rateizzazione e quindi sarebbero tenuti a pagare l'intero più sanzioni, a quelli che avevano impugnato l’atto presso gli organi competenti (in tale caso dovranno però rinunciare al ricorso) e financo a coloro che sono soggetti a procedure concorsuali.

    Per i contribuenti in pendenza di una dilazione di pagamento precedentemente accordata, la norma richiede, al fine di poter accedere alla procedura, che il soggetto sia in regola con tutti i pagamenti in scadenza nel periodo compreso tra il 1° Ottobre 2016 ed il 31 Dicembre 2016 (ciò è corretto poiché in caso contrario chi aveva una dilazione nel periodo compreso tra il decreto legge e la legge di conversione avrebbe smesso subito di pagare); nel caso anzidetto la “rottamazione” riguarderà esclusivamente le somme residue da pagare considerando “acquisite” allo Stato e a titolo definitivo le somme versate a titolo di sanzione, interessi di mora e dilazione fino a tale data (in altri termini, non potranno essere richiesti a rimborso quelle stesse somme che nel caso ordinario si risparmiano proprio con la rottamazione).

    La regolarità dei pagamenti nel periodo anzidetto, ovvero nel periodo compreso tra il 1° Ottobre 2016 ed il 31 Dicembre 2016, non è invece richiesta per quei soggetti decaduti nel periodo precedente e che non hanno richiesto, o ottenuto, la riammissione in termini. Costoro possono tranquillamente fare l'istanza normale di rottamazione nei termini ordinari senza dover mettersi in regola con i pagamenti sino al 31 dicembre 2016.

    Una domanda spesso rivolta dai contribuenti è se sia possibile tornare indietro dopo aver presentato la domanda? E' una bella domanda. La risposta concreta sull'eventuale DIRITTO AL RIPENSAMENTO (visto la stato di incertezza e le sanzioni collegate) è di non mettersi assolutamente e con leggerezza in tale situazione.

    LE SANZIONI IN CASO DI INADEMPIMENTO DOPO AVER OTTENUTO LA ROTTAMAZIONE: Se alle scadenze (o alla scadenza, nel caso di pagamento in un‘unica soluzione) indicate dall’Ufficio il contribuente non adempie al proprio dovere versando l’importo richiesto decadrà automaticamente dalla “rottamazione” e TALE FATTO COMPORTERA':

    1.- la perdita di ogni diritto a richiedere una nuova rateazione secondo le tradizionali regole;

    2.- l’impossibilità ad una riammissione;

    3.- sarà nuovamente possibile per l’ufficio porre in essere azioni cautelari.

    Infine in relazione ai Carichi affidati ad Equitalia ma non ancora notificati:

    Il comma 3-ter, dell’art. 6, D.L. 193/2016 introdotto in sede di conversione dalla L. 225/2016 ha previsto che l’agente della riscossione entro il 28 Febbraio 2017 con posta ordinaria comunichi al contribuente/debitore tutti i carichi che affidatigli alla data del 31 Dicembre 2016 per i quali non risulta ancora notificata la cartella di pagamento o comunque non risulta inviata l’informazione di cui all’art. 29, comma 1, lett. b) D.L. 78/2010 o l’avviso di addebito ex art. 30, comma 1, D.L. 78/2010.

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  • Lombardia, il bollo con lo sconto

    • 30/01/2017

    Lombardia: bollo auto scontato con la domiciliazione

    La giunta regionale, con il disegno di legge sulla Semplificazione, ha stabilito la possibilità di domiciliazione bancaria del bollo auto, prevedendo uno sconto del 10% per gli utenti. In pratica il bollo potrà essere pagato come le bollette di luce, gas e telefono. 
    I consumatori lombardi possono inoltrare richiesta di domiciliazione bancaria per il pagamento del bollo auto, ottenendo così una riduzione del 10% dell’importo dovuto per ciascun periodo di imposta (a partire dal 1° gennaio 2017, per i bolli con scadenza 31 dicembre 2016, pagabili entro il 31 gennaio 2017).
    Non è prevista la domiciliazione bancaria per il pagamento della tassa di circolazione per i veicoli ultratrentennali e i rimorchi con massa inferiore a 3,5 tonnellate.
     Non è necessario attendere la scadenza del bollo per inviare la domiciliazione bancaria.

    Possono aderire alla domiciliazione bancaria  le persone fisiche, residenti in Lombardia o iscritte all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.), proprietarie di uno o più veicoli o locatarie (purché il contratto di locazione decorra dal 1° gennaio 2017) e  le persone fisiche che intendono provvedere al pagamento per conto del proprietario o locatario del veicolo (ad esempio, coniuge, convivente, figlio, nipote, ecc.). Possono inoltre aderire le persone giuridiche esclusivamente con le modalità previste per i pagamenti cumulativi tramite intermediario della riscossione, a mente della deliberazione della Giunta regionale n. 4673 del 23 dicembre 2015.
    Per aderire alla domiciliazione bancaria e poter godere dello sconto del 10 per cento sul pagamento del bollo auto, occorre inviare alla Regione Lombardia il modulo di autorizzazione dell’addebito entro il giorno 15 del mese precedente a quello entro cui bisogna pagare. Questa operazione può essere effettuata anche online, per mezzo del Portale Tributi della Regione  www.tributi.regione.lombardia.it.
     Se il mandato viene presentato in ritardo, la domiciliazione e i relativi vantaggi produrranno effetti dal periodo di imposta successivo.  La commissione d’incasso per ciascun addebito è pari a € 1,00.
    Il soggetto interessato può poi richiedere la revoca della domiciliazione bancaria in modalità telematica, attraverso l’Area Personale del Portale dei Tributi, o in modalità cartacea, presso la propria banca o Poste Italiane. Con le stesse modalità deve provvedere alla revoca in caso di variazione dell’istituto di credito presso il quale è attiva la domiciliazione o in caso di evento interruttivo dell’obbligo tributario (ad es. vendita, furto, esenzione, ecc).
    Per informazioni e approfondimenti si può contattare il Call Center regionale, numero verde 800.151.121, attivo da lunedì a sabato (festivi esclusi) dalle ore 8.00 alle ore 20.00.
     

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  • Il GOVERNO METTE LE PRESUNZIONI SUI CONTI CORRENTI

    • 17/11/2016

    Approvato l'emendamento al decreto fiscale 193/2016 sul tetto ai prelievi dai conti correnti superato il quale arriva il controllo dell'Agenzia delle Entrate.
    Il Governo dopo il recente terremoto che ha colpito l'Italia Centrale si è trasformato in costruttore di tetti. Il tetto tuttavia non riguarda gli immobili danneggiati bensì i prelievi dai conti correnti; una volta superato il limite consentito dei prelievi giornalieri o mensili scatta il controllo fiscale.
    Ogni imprenditore, dipendente o risparmiatore dovrà fare i conti, a partire dal 15 novembre 2016 data di entrata in vigore dell'imposizione, con i nuovi limiti di prelievo; il contribuente dovrà quindi organizzarsi per documentare (non si sa mai) ogni spesa o impiego di denaro poiché in caso di superamento del “tetto” potrà subire indagini da parte dell'Agenzia delle entrate.
    Il tetto di prelievo, da non superare, è stato fissato in 1.000,00 euro al giorno o in 5.000,00 al mese e rappresenta un limite numerico alle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di “nero.
    In tal caso, operando la presunzione di nero, il contribuente sarà tenuto a pagare le imposte, le sanzioni, la mora, gli interessi e gli aggi sulle somme considerate “evase” a meno che non riesca a dimostrare il contrario. Il solito rovesciamento dell'onere della prova che appare del tutto ingiustificato con i potenti strumenti già a disposizione del fisco (che già controlla tutto) e che rischia di costituire un vero e proprio incubo per contribuenti e risparmiatori. 
    Il superamento del tetto fa dunque scattare una "presunzione" contraria al contribuente, che consente sempre la prova contraria la quale però può essere di difficile reperimento ed in ogni caso impone dei pesanti oneri di archiviazione sull'utilizzo dei propri soldi. Si va dunque ad intaccare ulteriormente quella che sembra essere sempre più schiavitù fiscale e sempre meno libertà di azione imprenditoriale e del cittadino risparmiatore al quale la giurisprudenza già ora non risparmia gli accertamenti bancari da parte del fisco. I nuovi limiti non si applicano però ai professionisti per i quali la ciambella di salvataggio è costituita da una sentenza della Corte Costituzionale che li esclude da questo regime ma si applica indistintamente a tutti gli altri.
    Il nuovo limite ai prelievi sui conti correnti è giustificato dall’intento del Governo di arginare il fenomeno del «nero» e dell’evasione fiscale ma a fare le spese della novità inserita nel Decreto Fiscale 193/2016 saranno come al solito i cittadini per i quali, per prelievi superiori alle cifre indicate, sarà necessario tenere in ordine le pezze giustificative per non incappare nelle sanzioni.
    Non basta dunque alla Agenzia delle Entrate di avere già la possibilità di accedere direttamente al controllo dei conti correnti con le indagini bancarie né di utilizzare come fatto fino ad oggi la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti che già prevedeva un limite massimo per l’utilizzo del contante nella misura di 3.000 euro. Con l’ultima novità in materia i limiti si fanno invece più stringenti e per i cittadini è in arrivo una nuova stretta relativa all’utilizzo del proprio denaro.
    Cosa potrà dunque accadere in caso di superamento del limite? I contribuenti che cadranno sotto l'attività di controllo dell'Agenzia delle Entrate per il superamento delle soglie mensili o settimanali potranno vedersi trasformare il prelievo in ricavo e quindi applicare una tassazione sull’importo prelevato (oltre sanzioni). Infatti, tutte le volte in cui le cause del prelievo o del versamento in banca non potranno essere dimostrate al fisco, l’Agenzia delle Entrate potrà presumere che, dietro l’operazione, si nasconda un’attività in nero e quindi sarà legittimata a recuperare a tassazione il reddito “evaso”. Superato il limite di prelievo, da considerare come una franchigia, l'Agenzia delle Entrate avrà a disposizione un bazooka contro il contribuente per sottoporre a tassazione due volte la stessa somma. Due esempi concreti:
    Caso A) Un cittadino versa 1000 euro sul conto corrente e lo stesso giorno preleva la stessa somma per effettuare una spesa; il fisco potrà contestare il nero per 2.000,00 a meno che il contribuente possa dimostrare come ha usato il suo denaro.
    Caso B) Il cittadino versa mensilmente sul conto 10.000,00 euro ma supera la franchigia sui prelievi di 5.000,00 euro mensili perché ad esempio avrà prelevato nello stesso mese 7.000,00 euro; anche in tal caso il fisco contesterà sicuramente 7.000,00 euro di nero.
    Non c'è infatti da fidarsi di alcune personali interpretazioni di coloro che sostengono che tale “recupero a tassazione” avverrà solo per le somme eccedenti la franchigia e quindi nel caso A) per 1.000,00 euro di nero contestato e nel caso B) per 2.000,00 euro di nero.
    Del resto di fronte alla dimostrata e chiara ingordigia del fisco nessuno può dirsi al riparo. E nulla vieta al fisco, infatti, una volta superata la soglia, di applicare la presunzione sia sull'intero ammontare dei prelievi e cosa ancora più agghiacciante, sia su tutte le operazioni sul conto costituenti la somma di prelievi e versamenti. E quindi, ritornando ai precedenti esempi, nulla vieta al fisco di contestare al contribuente nel caso A) 2.000,00 euro e nel caso B) 17.000,00. Con l'inevitabile corredo di sanzioni, mora, interessi ed aggi.
    Un bell'esempio di Fisco amico.
    Avv. Orlando Navarra
    Resp. Naz. Contenzioso Fiscale

    Continua...