Fisco; Dopo la rottamazione per ricchi rimpiangeremo Equitalia

  • 30/07/2017

RIMPIAGEREMO EQUITALIA: La frittata è fatta. Fisco sempre più aggressivo? A rischio i conti correnti.

Dal 1 luglio allo scioglimento della società Equitalia, subentrerà direttamente nell’attività di recupero coattivo dei crediti, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il nuovo soggetto che si occuperà della riscossione è quindi più forte di EQUITALIA, perché accentra e riunisce tutti i poteri di accertamento-riscossione prima ripartire tra l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia stessa. Chi ha debiti con il Fisco rischia quindi di ricevere, a partire dal 1° luglio, un pignoramento diretto del conto corrente o dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il Fisco potrà infatti direttamente ordinare a banche e datori di lavoro di versare direttamente all’Agenzia delle Entrate le somme pignorate sul conto o sulla busta paga del contribuente.

Per effetto del sostanziale accorpamento tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, vi sarà un potenziamento della riscossione con minore garanzie per i contribuenti e debitori perché l'Ente che accerta i tributi dovuti può agire con l'esecuzione senza nemmeno il filtro di un soggetto esterno come EQUITALIA.

IL Fisco infatti:

- ha ottenuto che gli accertamenti siano direttamente esecutivi senza bisogno di notifica di alcuna cartella esattoriale;

- dispone di tutti i dati del contribuente (conosce i crediti, la posizione lavorativa e i beni intestati);

- procede automaticamente e direttamente alla riscossione coattiva e all’eventuale esecuzione forzata senza bisogno di EQUITALIA.

La disponibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate di tutti i dati relativi ai contribuenti (basti pensare all’Anagrafe tributaria) consentirà di accelerare e migliorare il recupero coattivo delle somme intimate (per esempio pignoramento del conto corrente, dello stipendio, dei beni immobili ecc.) saltando la fase che precedentemente era affidata ad EQUITALIA e comportava sia una esternalizzazione di informazioni, a soggetto estraneo al fisco, conseguente all’affidamento dei ruoli sia un rallentamento dei tempi di riscossione.

Tale potere se usato male e con accanimento, specialmente in un momento di crisi nel quale sia imprese che famiglie hanno difficoltà di accedere al credito bancario (magari per pagare le tasse) potrà comportare fallimenti e mettere sul lastrico centinaia di persone.

Come al solito si userà il bazooka contro i moscerini (perché i veri e grandi evasori non solo vengono in genere scoperti ma se scoperti godono poi di leggi ad hoc quali il rientro dei capitali o sanatorie mascherate da lotta all'evasione) ma nel piatto del fisco arriverà solo la poltiglia dell'insettino polverizzato dalla potenza del colpo. Infatti è facile prevedere che i soggetti che verranno colpiti saranno i soliti: famiglie e piccole imprese.

C'è da chiedersi infine con quale diritto uno Stato fallito, che ha creato un forte debito pubblico, che mantiene i privilegi, che ha distrutto l'economia interna, che ha depauperato le famiglie, che ha creato una forte disoccupazione, che ha distrutto le prospettive future dei nostri figli indotti ad emigrare, possa pensare di usare a tappeto l'arma di distruzione di massa come quella che è stata creata.

Sia chiaro: è giusto che lo Stato si doti di strumenti più efficienti nella lotta all'evasione e nel recupero delle tasse. Tuttavia è il timore delle conseguenze, su una società già indebolita dalla crisi economica, dell'effetto a catena dell'uso di massa e senza criterio dei nuovi strumenti invasivi. Piccole imprese che non potranno onorare i debiti con i fornitori; famiglie che non potranno pagare i mutui per la casa (e quindi vendite giudiziare delle stesse case all'asta); paralisi dei conti correnti in attesa della liberazione dal pignoramento.

Siamo dunque di fronte dunque ad una nuova epoca di vessazione?. E' possibile.

Infatti di politiche per la riduzione delle tasse non se ne vede l'ombra.

 

Avv. Orlando Navarra

Responsabile Nazionale Contenzioso Fiscale

KONSUMER ITALIA