Autorizzato per altri 7 anni l'uso del Glifosato

  • 22/04/2016

Il glifosato fa male o no? Nel dubbio, gli europarlamentari lo autorizzano per altri sette anni
Secondo Iarc è probabilmente cancerogeno, secondo Efsa non è dannoso. Il Test Salvagente lo ha cercato in quello che mangiamo e beviamo tutti i giorni. E lo ha trovato. Tutti i dettagli nel numero di maggio

Di Alessandra Schofield
Nella conferenza stampa organizzata lo scorso 22 aprile, la redazione de “Il Test - Salvagente” ha presentato in anteprima l’ampio servizio pubblicato sul numero di maggio 2016: Glifosato, il veleno nascosto.
La recentissima risoluzione votata dal Parlamento Europeo di Strasburgo di autorizzare per altri sette anni il pesticida più diffuso al mondo in termini di utilizzo appare veramente poco “risolutiva”, se – come sottolinea Riccardo Quintili nel suo editoriale – associata al fatto che i medesimi europarlamentari che l’hanno approvata contemporaneamente consigliano di non utilizzare il glifosato in parchi, giardini e parchi giochi pubblici, e neppure nelle loro vicinanze.
Se il pesticida non è pericoloso per la salute pubblica, perché questa prudenziale raccomandazione? Se invece è pericoloso, perché procrastinarne l’uso per altri sette anni? E perché ciò che potrebbe essere pericoloso per inalazione non dovrebbe esserlo per ingestione, attraverso gli alimenti?
Queste domande pone, e si pone, Il Test che – come di consueto – fornisce dati tangibili e non chiacchiere.
Per esempio, tanto per dare qualche numero: il glifosato è utilizzato in 750 prodotti per l’agricoltura e ne sono stati utilizzati 826 milioni nel 2014, con un tasso di irrorazione che nella storia non ha mai visto eguali. Il Test lo ha cercato nei prodotti a base di cereali che consumiamo tutti ogni giorno e nell’acqua potabile, e le sorprese sono tante.
Tutto questo, però, potrebbe non essere rilevante qualora l’erbicida non risultasse dannoso per la salute. Ma c’è un “ma”, ed è un “ma” molto pesante. Se l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha assolto il glifosato, la Iarc (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ha classificato il pesticida come “probabilmente cancerogeno” e, come è stato ricordato durante la conferenza stampa, ogni volta che Iarc ha così definito una sostanza, questa si è poi effettivamente rivelata cancerogena. E intanto, la coraggiosa inchiesta pubblicata da Il Test e svolta in una comunità argentina particolarmente esposta agli effetti del glifosato porta a risultati sconvolgenti
I tempi ora sono stretti: entro il prossimo giugno, la Commissione europea dovrà prendere una decisione definitiva sull’autorizzazione.
Elena Fattori (M5S), vicepresidente della 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare e membro della 14ª Commissione permanente per le Politiche dell'Unione Europea, intervenendo alla conferenza ha dichiarato che sebbene la posizione ufficialmente espressa dall’Italia fosse quella di uno stop al glifosato, molti europarlamentari vicini al Governo hanno poi in effetti votato per il rinnovo delle autorizzazioni all’utilizzo. Quando la politica ha a che fare con lobby così potenti, ha affermato l’on. Fattori, non sempre dà seguito alle parole con i fatti; occorre quindi anche la forza dei consumatori per dare indicazioni alla politica sulla strada corretta da seguire.
È forse tramontato il cosiddetto principio di precauzione, ovvero quello che tutela il cittadino a prescindere e secondo il quale anche solo in caso di fondato sospetto della dannosità di una sostanza ne venga sospeso l’utilizzo fino agli avvenuti accertamenti? Se non è più questo il principio che ispira l’Unione Europea – ha dichiarato Fattori – si apre un mondo sconfinato: dagli ogm, alle nuove biotecnologie, ai prodotti realizzati fuori dall’Ue e dalle sue norme e regole; il Governo si dovrebbe quindi esprimere chiaramente in questo senso.
Nel frattempo, ogni giorno noi stiamo probabilmente assumendo glifosato senza saperlo e senza sapere con quali conseguenze; il numero di maggio de Il Test - Salvagente può aiutarci ad acquistare con maggiore consapevolezza e sicurezza.