A Genova piange l'Italia

  • 15/08/2018

Il miracolo italiano è l'insicurezza

Non avremmo mai pensato di cogliere il ferragosto come occasione di cordoglio e disperazione, eppure siamo qui a sorprenderci ancora una volta perchè accade l'impensabile, l'inverosimile; quel che è peggio è che negli ultimi anni in più occasioni abbiamo denunciato lo stato di abbandono in cui versano le infrastrutture del nostro Paese, sono le strade, i viadotti, i ponti, ma non dimentichiamo le scuole, l'amianto (sorvoliamo la parola emergenza visto che se ne parla da 20 anni ma poco si fa) e l'elenco potrebbe continuare a lungo. Il primo pensiero è però per le vittime, per i feriti, per i familiari a cui nessuno mai più potrà restituire i propri cari, non sappiamo quello che potremo fare per queste persone, certamente Konsumer non mancherà di essere accanto a chi soffre a chi ha perso tutto. Poi un grazie enorme ai soccorritori, tutti, dai Vigili del Fuoco ai volontari, grazie a loro il bilancio delle vittime è stato sicuramente contenuto, ed è un miracolo ogni vita salvata. In nessuna guerra il numero dei morti supera il numero dei feriti, questa disgrazia ci è riuscita. 

Non possiamo neanche sottrarci però a considerazioni che non vogliono essere a favore o sfavore di un colore politico, non ci interessa cogliere questa occasione per fare partigianerie, ma non vogliamo restare in silenzio dove il troppo silenzio è stato complice di troppe tragedie. Non è il primo crollo della rete stradale ed autostradale italiana, non ci si venga a dire che era imponderabile, che la manutenzione era fatta secondo le regole, magari che la colpa è di un fulmine a Genova, come era dei bulloni d'ancoraggio in altri casi; la responsabilità davanti ad una concessione che frutta fior di miliardi pagati da tutti ed incassati a suon di aumenti, non è accettabile che venga scaricata sull'imponderabile. Non è accettabile che la sicurezza delle strade resti in mano a chi ha la concessione al verificarsi di questo evento. Non è accettabile che per sapere i tanti perchè si debbano aspettare anni, qualcosa vogliamo che cambi e cambi da subito, vogliamo che la sicurezza, e non solo sulle strade, diventi la priorità della politica, abbiamo aspettato anni assistendo a balletti sulla Costituzione, sull'utilità del Senato, sulla stabilità economica, sulla salvezza del sistema bancario, sul chiudiamo il CNEL, ecco vorremmo non aspettare anni per la sicurezza e che diventi ora la priorità del Paese per il Paese. Dateci un segno ma non a parole, coi fatti.