15Jan2019

Accordo tra imprese automobilistiche e credito ai consumatori

La maxi multa dell’AGCM al settore dei finanziamenti legati alla vendita delle auto svela uno scenario inquietante e conferma come, sul mercato italiano, la tutela del consumatore sia spesso una mera operazione formale e di facciata. 
 
L'esistenza di un cartello delle principali società finanziarie e dei relativi gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari appare ancor più grave alla luce del fatto che coinvolge un settore – quello del c.d. Credito ai Consumatori – da sempre sensibile nell’ambito della tutela del consumatore e su cui il legislatore ha tentato di intervenire costantemente per sanarne gli evidenti squilibri. È noto che negli anni passati proprio i finanziamenti rientranti in questa categoria erano stati causa del sovraindebitamento di molti italiani, inconsapevolmente sedotti dall’idea di poter acquistare ogni bene desiderato grazie “al finanziamento a rate”. 
 
Le norme in questi anni, anche grazie all’azione pressante delle associazioni di difesa consumatori, hanno tentato di regolare in maniera più severa il mondo dei finanziamenti ma a quanto pare senza successo ed anche laddove il possibile intervento giudiziario del TAR dovesse rivedere la decisione dell’AGCM rimarrebbe la gravità dei fatti che è oggettiva e temporalmente spalmata su un arco estremamente lungo. 
 
Non è così che si alimenta la fiducia dei consumatori e se ne tutelano gli interessi. Servono misure più stringenti ed è necessario adesso ristorare i consumatori dei danni che il cartello ha prodotto in tutti questi anni. Le aziende si assumano la responsabilità delle proprie azioni. 
 
Konsumer inoltre ritiene che vadano potenziati i mezzi di controllo ad accesso diretto dei consumatori: propone che sia creato un portale nazionale di comparazione dei finanziamenti ove siano inseriti periodicamente i tassi applicati da ciascun intermediario in modo tale che i consumatori possano avere immediata evidenza dell’offerta presente sul mercato e questo sia più trasparente perché monitorabile attraverso un meccanismo di confronto. La trasparenza è comparabilità. E non c’è tutela senza trasparenza, lo confermano i 678 milioni di multa. 
 
 
 
 
Ufficio stampa Konsumer Italia
Silvia Mammola
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