30Oct2019

Google sottrae indebitamente dati GPS agli utenti australiani. E in Italia? Konsumer chiede l’intervento del Garante della Privacy

E' di oggi la notizia dell’apertura dell’ennesimo procedimento contro Google. Stavolta, l’azienda di Mountain Views è accusata dall’Antitrust australiano di aver conservato dati GPS senza il consenso degli utenti, di fatto ingannandoli.
«Siamo molto perplessi nell’aver appreso questa notizia – commenta Fabrizio Premuti presidente Konsumer Italia– ormai le profilazioni degli utenti, la raccolta di dati personali e la necessità di conoscere luoghi visitati, spostamenti e, talvolta, gli acquisti effettuati è diventato un affare cruciale per i giganti del web, che sempre più spesso raccolgono queste informazioni senza il consenso degli utenti o, addirittura, in maniera fraudolenta per trarre profitto».


«E’ bene ricordare che il primo strumento di difesa della nostra privacy siamo noi – commenta Cristiano Taloni, responsabile ICT Konsumer – quindi è innanzitutto fondamentale rendere i cittadini più responsabili e consapevoli delle conseguenze cui vanno incontro accettando i servizi offerti da questi colossi del web, tenendo ben presente che utilizzarli gratuitamente significa, di fatto, pagarli con la cessione dei propri dati personali».

Ciò non toglie che una regolamentazione del settore, ed una precipua applicazione del nuovo codice della Privacy, sia fondamentale, e tutte le aziende devono necessariamente attenervisi. Konsumer Italia chiede pertanto un intervento tempestivo del Garante della Privacy affinchè avvii subito un’indagine sulla medesima fattispecie anche nel contesto italiano, verificando la liceità della conservazione e di utilizzo dei dati gps degli utenti da parte di Google.