08Jul2019

Solo le radici sane danno buoni frutti

Un nuovo accordo per stroncare il malaffare alla base e salvare aziende, produzioni e posti di lavoro.
La situazione è tristemente nota a tutti, ma non tutti ne conoscono la portata e i numeri: nel solo 2018 la Guardia di Finanza ha chiesto di sequestrare – a presunti mafiosi – beni per quasi 5 miliardi di euro. Sono coinvolte oltre 10.000 imprese attive, quasi 200 mila lavoratori e 21 miliardi di euro di produzione, come si evince dal censimento 2017 di InfoCamere.
Per superare quello che viene definito «shock da sequestro» e la conseguente perdita di valore, le imprese sottratte alle mafie hanno però una nuova via d'uscita e – soprattutto – un futuro, come abbiamo già accennato di recente. Si tratta dell'alleanza fortemente strategica tra Konsumer Italia (unitamente a Codacons e Codici che insieme hanno costituito Federazione consumatori e utenti), Inag, Apart e Crop news onlus, nell'ambito del Partenariato Pubblico Privato che ha da poco preso il via e che vede al centro lo sviluppo e l'implementazione sempre più capillare del «rating reputazionale digitalizzato».
È grazie a questo rating, infatti, che si può costruire l'esimente delle responsabilità a carico di enti e imprese – tutelandone così anche soci, amministratori e manager – per illeciti amministrativi correlati a fatti dipendenti da reato (articoli da 24 a 25 terdecies D. Lgs. 231/2001). La reputazione oggettiva e documentata diventa quindi il perno su cui poggia il futuro produttivo di migliaia di imprese sottratte alle mafie, che potranno così recuperare il giusto posizionamento sul mercato, garantendo la dovuta protezione sociale ai lavoratori impiegati.
Ma c'è molto di più, dal punto di vista lavorativo, dietro il «rating reputazionale digitalizzato»: il nostro presidente, Fabrizio Premuti, sottolinea infatti «la grande opportunità professionale offerta dal bando di selezione per 12.000 RAM (laureati in discipline giuridiche, economiche, gestionali) e 30.000 RATER diplomati, tutti a numero chiuso, che diventano in tal modo dei veri e propri specialisti della qualificazione reputazionale documentata e tracciabile».
Questi 42 mila nuovi professionisti saranno incaricati di attestare la genuinità dei documenti necessari alla determinazione e all'aggiornamento costante dei «rating reputazionali digitalizzati» e saranno tutti qualificati ai sensi della legge 4/2013 che disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi.
È evidente il salto metodologico rispetto alla situazione attuale: solo se dimostra con documenti oggettivi di essere «pulita» e di specchiata reputazione – in ogni aspetto e in ogni persona coinvolta, dai neo assunti fino alle figure apicali ma anche fornitori e clienti – l'impresa potrà ottenere alla fine il  «riconoscimento di affidabilità» di Federazione consumatori e utenti per affrontare di nuovo il mercato.
Insomma, ci troviamo di fronte all’Antimafia 4.0, un'alleanza che vede Inag (Istituto nazionale amministratori giudiziari) emulare Anbsc (Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) e ideare di fatto con Apart (Associazione professionale auditor reputazione tracciabile) e Crop news onlus (editore del periodico online Crop news – Cronache reputazionali oggettive personalizzate) il progetto «legalità conveniente e contrasto alle mafie».
Viene così innescato un circolo virtuoso che per enti e imprese trasforma la compliance (aderenza alle norme e alle prescrizioni di autoregolamentazione) da centro di costi in inedito centro di ricavi e garantisce sia alle imprese in amministrazione giudiziaria (sequestrate o confiscate), sia agli operatori economici tout court (enti, imprese, professionisti), sia a consumatori e utenti, compensi variabili in relazione al contributo fornito da ciascuno per qualificare in modo oggettivo e misurabile – rendendola conoscibile – la reputazione documentata e tracciabile propria e delle controparti, in tutti i rapporti obbligatori.
Una vera rivoluzione copernicana, ispirata dal concetto che «è solo la reputazione a originare fiducia». Ed è proprio questa fiducia a rappresentare la linfa vitale che ricrea un humus sano e fertile. Perché non basta estirpare il male dalle radici, bisogna poi fornire le giuste condizioni ambientali e proteggere ogni singola pianta, per vederla finalmente crescere sana e fruttifera.