05Feb2020

Coronavirus, quali i rischi di contagio?

Qualche considerazione sul coronavirus

è ormai da qualche settimana che l'argomento principale che fa da padrone su TV e giornali, oltre a rappresentare il principale argomento di discussione ovunque, è proprio il Coronavirus. Questa importante infezione endemica, partita da una città della Cina, sta preoccupando il mondo intero, tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità è intervenuta, cercando di attivare tutti i provvedimenti difensivi atti a limitare la diffusione del virus nelle altre parti del mondo.

Ma cerchiamo di far chiarezza sugli aspetti fondamentali, ovvero quanto percentualmente sia presente l'attacco virale e quanto questo rappresenta un vero indice di rischio fino al tasso di mortalità connessa. Va innanzitutto chiarito che la trasmissione avviene tra animali vivi, pur potendo essere trasmessa inizialmente dall'animale all'uomo; la possibilità di diffusione è molto alta, e simile a quella che avviene con la comune influenza, il tempo di contagio normalmente è racchiuso nell'arco di due-quattro giorni, il virus può colpire chiunque, ma naturalmente i soggetti più a rischio sono quelli già affetti da patologie di tipo cronico e i più anziani. I dati attualmente disponibili, ci permettono di collocare questa malattia con un indice di rischio morte pari ad un 3% a fronte di un rischio simile con le tipiche influenze stagionali pari ad un 1%. Il principale canale infettivo è quello respiratorio, quindi le precauzioni più indicate sono quelle di evitare un contatto diretto in condizioni di alta presenza di persone, specie se queste ultime sono provenienti da zone extra nazionali con recenti soggiorni nelle aree a rischio. Al momento non si registrano in Italia zone di contagio, ma vengono segnalate soltanto due persone di nazionalità cinese, regolarmente intercettate, ospedalizzate, isolate, e in corso di cura. Va detto che in Italia si dispone di numerose terapie antivirali, ma ancora non è stata messa a punto una specifica terapia per il coronavirus; naturalmente questo determina una assoluta necessità di attenzione a fronte di una scarsa necessità di allarmismo, considerando che è stato già attivato il sistema di controllo di tutti i soggetti che arrivano dalle aree a rischio.

Dott. Arturo Di Folco

medico legale - Resp. settore Sanità Konsumer Italia